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Travestitismo

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Ritratto di Dina Alma de Paradeda, femminiello, in seguito morto suicida

Il travestitismo è l'abitudine di un individuo di indossare abiti e adottare comportamenti comunemente associati al sesso opposto.

Il travestitismo può essere praticato sia da uomini che da donne, indipendentemente dall'identità di genere percepita o dall'orientamento sessuale; non va quindi confuso con altri concetti come l'omosessualità, la transessualità e il transgenderismo.

Etimologia e storia

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La parola "travestitismo" (parola macedonia composta dalle parole latine trans-, "al di là, oltre" e vestitus, "vestito")[senza fonte] venne coniata dal sessuologo tedesco Magnus Hirschfeld nel 1910 per descrivere le persone che indossavano abiti del sesso opposto abitualmente e volontariamente.[1][2] Nel corso delle sue analisi, Hirschfeld osservò il comportamento di uomini e donne eterosessuali, omosessuali, bisessuali, asessuali. Hirschfeld stesso non era soddisfatto del termine: credeva che l'abbigliamento fosse solo un simbolo esteriore scelto sulla base di diverse situazioni psicologiche. In realtà, Hirschfeld aiutò le persone a realizzare il cambiamento del nome e supervisionò il primo intervento noto di riconversione chirurgica del sesso[3]. Le persone che seguì Hirschfeld sono state, usando i termini di oggi, transgender.

Hirschfeld notò anche che l'eccitazione sessuale veniva spesso associata al travestitismo.[1] Il sessuologo, tuttavia, distinse tra travestitismo come espressione di una persona transgender o crossdresser e come espressione di comportamenti e/o sentimenti di tipo feticistico.[1]

Il termine ha subito diversi cambiamenti di significato, da quando è entrato in uso. Tuttora è utilizzato con una varietà di significati o sfumature e per questo è importante capire, ogni volta che si incontra questa parola, in quale accezione viene usata; per comprendere i diversi significati è necessario spiegare l'evoluzione del termine.

Esempi di travestitismo

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Crossdressing

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Crossdressing della fotografa e fotogiornalista statunitense Frances Benjamin Johnston (a destra), in un ritratto con due amici.
Crossdresser contemporaneo.

Il travestitismo, reso in inglese con crossdressing o cross-dressing, identifica l'atto o l'abitudine di indossare, pubblicamente e/o in privato, abitualmente o saltuariamente, per svariati motivi inclusi quelli puramente ludici, abiti che in un determinato ambito socioculturale sono comunemente associati al ruolo di genere opposto al proprio. La persona che pratica il crossdressing è detta crossdresser.

Lo stesso argomento in dettaglio: Crossplay (costume).

Il crossplay è una pratica del cosplay consistente nel travestirsi come un personaggio fittizio del sesso opposto al proprio.

Drag queen e drag king

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Lo stesso argomento in dettaglio: Drag queen e Drag king.

Le drag queen e i drag king rappresentano una forma di travestitismo nel mondo dell'intrattenimento.

Lo stesso argomento in dettaglio: Travesti.

In campo teatrale o lirico, si usa il termine travesti per definire un personaggio che viene interpretato da un attore o cantante di sesso opposto.

  1. 1 2 3 (EN) transvestism, su britannica.com. URL consultato il 21 novembre 2025.
  2. (EN) Magnus Hirschfeld, su encyclopedia.ushmm.org. URL consultato il 21 novembre 2025.
  3. (EN) Biografia di Lili Elbe (1886-1931), su lgbthistorymonth.org.uk. URL consultato il 21 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 3 agosto 2015).
    «(…)The surgery was still very much at the experimental stage and took place in a mind boggling (at least to the modern post operative trans person) five stages over almost two years and was performed under the supervision of the eminent German sexual psychiatrist, Dr Magnus Hirschfeld(…)»
  • Andrea Jelardi e Giuseppe Farruggio, In scena en travesti. Il travestitismo nello spettacolo italiano, divagazioni di Vittoria Ottolenghi, Roma, Croce, 2009, ISBN 978-88-6402-009-9.

Voci correlate

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Collegamenti esterni

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