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Rotulo

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Volumen e rotulo

Il rotulo (in latino rotulus, pl. rotuli) era un supporto per la scrittura, utilizzato specialmente tra l'età antica e il medioevo. Era tipicamente costituito da un lungo foglio continuo di pergamena, papiro o materiale simile ripiegato tra due manici, e poteva essere scritto sia in senso verticale ("rotulo" propriamente detto) che in senso orizzontale (volumen).[1]

Il rotulo ebbe origine nell'impero romano all'incirca durante la dinastia giulio-claudia, forse su influenza dell'antico Egitto, andando gradualmente a sostituire come supporto per la scrittura le tradizionali tavolette di terracotta o di cera utilizzate dalla letteratura latina classica. I rotuli più antichi conosciuti sono stati rinvenuti negli scavi di Ercolano, sopravvissuti all'eruzione del Vesuvio del 79 d.C., testimoniandone quindi l'ampia diffusione già all'epoca.[1]

Il rotulo rimase il principale sostegno per la scrittura per tutta la prima metà del I millennio, ma attorno al IV-V secolo, data la lunghezza di alcuni testi che rendevano poco pratico il suo utilizzo come supporto, furono creati i primi codici, ovvero i primi libri rilegati. Anziché una lunga striscia continua di papiro o pergamena come era il rotulo, il codice era formato da numerosi fogli più piccoli, impilati e tenuti insieme da una rilegatura, costituendo un supporto per la scrittura molto più pratico.[1]

Esempio di rotulo mortuario

Durante l'alto medioevo, benché gradualmente soppiantati dai codici, i rotuli rimasero comunque in uso, specialmente in alcuni ambiti specifici come il diritto (in Inghilterra esiste ancora la carica di Master of the Rolls, ovvero "Maestro dei rotuli"), la religione (il manoscritto del canto Exsultet è per tradizione un rotulo) e i registri mortuari, specialmente dei monasteri. Data la loro crescente rarità, i rotuli dovevano essere maneggiati e trasportati con cura e cautela, tanto che nacque una figura professionale apposita, il rotularius (o anche gerulus, rollifer, tomiger o breviator).[1]

Durante il basso medioevo, i rotuli erano usati ormai praticamente solo dai monasteri per registrare i propri deceduti. Con la rinascita della poesia medievale, inoltre, i registri mortuari si evolvettero, passando da semplici documenti a veri e propri poemi elogiativi verso i defunti. Dei rotuli poetici sono conservati numerosi esemplari; uno dei più notevoli è quello dell'Abbazia delle donne di Caen, tenuto a partire dall'amministrazione della badessa Matilda (fl. metà XI secolo), figlia di Guglielmo il Conquistatore.[1]

  1. 1 2 3 4 5 (EN) Herbert Thurston, Rotuli, in Catholic Encyclopedia (1913).

Voci correlate

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