Il clima di Capurso è tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo aride. Le temperature nelle aree più interne sono caratterizzate da clima temperato, mentre in prossimità della costa adriatica risentono dell'azione mitigatrice del mare. Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano nel territorio del litorale barese, di cui anche il territorio di Capurso fa parte:
Sull'origine del toponimo Capurso ci sono varie interpretazioni alcune delle quali piuttosto fantasiose. Secondo una corrente di pensiero (Pacifico e D'Addosio) il nome della città sarebbe derivato da Orso, figlio di Ajone, principe di Bari e Benevento nell'anno 888 d.C.[7] Un'altra teoria, sostenuta dal Roppo (storico locale), fa risalire l'origine del nome a Urso o Ursone,[8] nome molto frequente nel Medioevo. Il poeta Torricella associò il nome della città all'orsa polare, ma sicuramente la più suggestiva e affascinante delle interpretazioni è quella legata alla leggenda popolare secondo cui il nome della città deriverebbe dalla testa di un orso (caput ursi in latino) ucciso dai primi abitanti del luogo, posta su un carro e fatta trainare dai buoi; il paese sarebbe sorto nel punto in cui il carro fermò la sua corsa. Studi recenti ritengono che la voce Capurso derivi da quei nomi che, nati come appellativi, acquistano poi il valore di sostantivo. Così da (locus) caprutius ("luogo di capre") sarebbe derivato Caprutius, corrotto in Capurtius e infine divenuto Capurso[9].
Il territorio di Capurso, ricco di cavità naturali e grotte tufacee facilmente adattabili a rifugio umano, è stato abitato fin dalla preistoria. Nel 2023, in località San Pietro, sono stati rinvenuti i resti di un villaggio dell'età del rame risalente al IV millennio a.C. e rimaneze più antiche, ascrivibili a circa 10 000-15 000 anni fa[10].
Le prime testimonianze sull'esistenza di Capurso risalgono all'XI secolo; a un periodo precedente sono invece ascrivibili gli affreschi nella Grotta di Santa Barbara nell'omonima contrada, che testimoniano la presenza di un insediamento già a partire dall'VIII secolo. Per gran parte del Medioevo, la storia della cittadina fu strettamente legata a quella della città di Bari, di cui fu probabilmente casa colonica; ai tempi della Regina Bona Sforza, che la infeudò, la cittadina raggiunse una piena autonomia.
Con la morte della regina Sforza il feudo passò nelle mani della famiglia Pappacoda principi di Squinzano, che in qualità di marchesi governarono Capurso dal 1556 al 1775. I Pappacoda costruirono un palazzo marchionale, impropriamente definito castello, del quale oggi non rimane traccia. Il feudo passò poi alle famiglie Filomarino e Brancaccio, che lo detennero fino all'eversione della feudalità (1806). Nel 1936 fu dichiarato ufficialmente municipio d'Italia.
Il centro storico, di impianto tipicamente medievale, comprende bassi alla napoletana, corti, gafi o vignali, archi e viuzze lastricate su cui si affacciano poche case “palazziate”, con bugne (palazzo D'Addosio) e antefisse scolpite con dignità artistica.
Chiesetta del Pozzo, edificata al di sopra del pozzo in cui fu rinvenuto il dipinto della Madonna del Pozzo. Fa parte dei beni architettonici del Santuario.
Chiesa madre del Ss. Salvatore (o di San Giuseppe), risalente al XVI secolo. Al suo interno si conserva un olio su tela recentemente attribuito alla bottega di Paolo Finoglio, copia di un Cristo e l'Adultera dello stesso autore conservato a Lecce.
Chiesa della Madonna delle Grazie (o di Santa Lucia), sull'altare maggiore l'affresco databile al XVII secolo raffigurante la Madonna delle grazie tra i santi Nicola e Sebastiano. Di notevole fattura la statua processionale di Santa Lucia attribuita alla bottega leccese Sacquegna, della fine dell'Ottocento.
Chiesa di San Antonio Abate
Chiesetta della Madonna del Carmine (o del Purgatorio), risalente al 1666
Laura Basiliana di Santa Barbara, nell'omonima contrada rurale, contenente l'affresco della Vergine; ricadente in una proprietà privata, è oggi in rovina.
Capurso è il principale centro di culto della Madonna del Pozzo, originatosi nel 1705 a seguito del ritrovamento, da parte del sacerdote capursese Domenico Tanzella, di un'icona d'epoca iconoclasta raffigurante la Vergine, nascosta in un pozzo scavato nel banco tufaceo.
Festa Patronale della Madonna del Pozzo, patrona di Capurso, ultima domenica di agosto
La festa patronale in onore della Madonna del Pozzo si tiene l'ultima domenica di agosto e raduna una moltitudine di pellegrini. Il triduo, molto suggestivo, ha inizio il venerdì precedente con la processione del quadro della Vergine, intronato nella centrale piazza Umberto I; il sabato si tiene invece un corteo storico, che termina con l'imposizione delle corone dorate alla Vergine e a Gesù Bambino; la domenica si tiene infine la processione mattutina dei ceri votivi con l'immagine lignea della Madonna del Pozzo che dura oltre nove ore; la sera, la folkloristica processione del carro trionfale, trainato a braccia dai pellegrini provenienti dalla città di Bisceglie. I festeggiamenti si concludono la prima domenica di settembre, detta "L'ottava della festa".
Molto importante è anche il culto verso San Giuseppe, che gode di due feste: il 19 marzo (dies natalis) e il 1 maggio (san Giuseppe Lavoratore).
Le risorse economiche della cittadina sono basate essenzialmente sull'agricoltura, sull'artigianato, sul commercio e sulla piccola industria.[14]
Una parte è riservata al turismo religioso, in piena espansione, per via del culto della Madonna del Pozzo che porta a Capurso pellegrini e visitatori provenienti da tutta Italia e dall'estero.
La principale infrastruttura stradale di Capurso è la strada statale 100: lo svincolo detto di Capurso porta al centro cittadino, quello della strada comunale Marrone serve la zona industriale.
Il calcio, la cui principale squadra è l'A.S.D. Football Club Capurso che milita nel girone A di Promozione. In terza categoria c'è invece la vecchia squadra del Capurso che milita nel girone A di Terza categoria. La ormai defunta A.S.D Capurso ha partecipato a livello giovanile con gli allievi (95-96) al prestigioso torneo Gaetano Scirea giocando contro Juve, Bari e Roma non sfigurando in nessuna delle tre partite. Nel giro di 4 anni gli stessi giocatori hanno vinto un campionato giovanissimi provinciale e uno allievi provinciale.
Il volley femminile e maschile con la Polisportiva Orsa Capurso, presente dal 1981 e che, proseguendo la tradizione pallavolistica capursese che fu della Libertas Capurso, disputa campionati regionali ed attualmente in serie C femminile con la denominazione Cuti Volley oltre a tanti campionati federali del settore giovanile e promozionale (minivolley).
Il calcio a 5 con l'A.S.D. Futsal Capurso che dal 2009, ha in pochi anni ottenuto risultati eccezionali con atleti indigeni, disputando nell'ultima stagione, il torneo regionale di serie C1; la Futsal Capurso ha conquistato il primo trofeo FIGC della storia dello sport capursese, vale a dire la Coppa Italia di serie C1 pugliese, battendo nella serata del 21 dicembre 2011 presso il palasport di Ruvo di Puglia il Fovea Foggia con il risultato di 2-1, ottenendo di la qualificazione alle fasi nazionali.
La pallacanestro con un'apposita sezione della Polisportiva Orsa Capurso fondata nel 2015 e denominata Black Bears Basket che attualmente annovera un nutrito gruppo di giovanissimi atleti dai 7 ai 17 anni ed una squadra senior che disputa il campionato di Divisione Regionale 2 (DR2).
La pesistica capursese, che si afferma con il nome di A.S.D. Pesistica Capurso fondata nel 2015 dall'attuale allenatore, ha in pochissimi anni ricevuto prestigiosi premi, come ad esempio il primo posto come squadra "under 17" a livello nazionale nel 2017, la sua sede è situata nella palestra L'officina del fisico.
Nel 2018 è nata la società Bears Rugby Capurso principalmente attiva nel settore seniores femminile, con cui ha vinto una Coppa Italia, e anche nelle categorie giovanili.
Lorenzo Battista, Risorgimento e Capurso. 150º Anniversario dell'Unità d'Italia e dintorni, Mediarco, 2013.
Don Michele Bellino, Umberto Rizzo ed Angelo Saponara, Capurso e il culto di San Giuseppe, Ragusa Grafica Moderna, Bari, 2005.
Vito Grittani, Capurso Città della Madonna del Pozzo - III centenario del ritrovamento dell'immagine di Maria SS.Ma del Pozzo 1705-Capurso-2005, edizione non in commercio, 2005.
Michele Mariella, Il Santuario di Capurso, nella storia e nella tradizione, LMP, Capurso.
Gino Pastore, I garibaldini a Capurso, estratto da Garibaldi e la Puglia - Celebrazioni del centenario 1882 - 1982, Meridionale, Cassano Murge, 1985.
Gino Pastore, Repertorio di soprannomi in uso in Triggiano, in Capurso e in Cellamare tra XVI e XX secolo, Levante, Bari, 1999.
Gino Pastore, Racconti popolari. Tra verità e invenzione, pp.126, Levante, Bari, 2000.
Gino Pastore, Alalà capursesi. Dalla fine della Grande Guerra alla nascita della Repubblica, Levante, Bari, 2001.
Gino Pastore, Michele Bellino, Maria Giovanna Di Capua, Rossana Guglielmo, L'altra adultera. Letture storico-critiche di una tela gemella di Cristo e l'adultera del pittore napoletano Paolo Finoglio, pp.78, Levante, Bari, 2003.
Gino Pastore, Entro le mura - Lo sviluppo urbano del centro storico di Capurso dalle origini all'Unità d'Italia. Un problema irrisolto, pp.142, Levante, Bari 2005.
Gino Pastore, San Francesco di Paola in Capurso. Dalla chiesa di Ara Coeli alla nuova parrocchia, pp.216, Levante, Bari, 2006.
Vito Prigigallo, Con la testa di un orso (raccolta di corrispondenze per La Gazzetta del Mezzogiorno e altri giornali), Paesi, Capurso, 1985.
Scuola elementare "San Giovanni Bosco di Capurso", Come acqua di sorgente - storie fantastiche alla ricerca delle radici della devozione popolare, Dal Sud, Modugno, 2003.