Chimo
Il chimo (dal greco antico χυμός (khymós), "succo"[1][2]) è la massa semifluida di alimento parzialmente digerito e secrezioni digestive che si forma nello stomaco e viene espulsa da questo, attraverso la valvola pilorica, nel duodeno[3] (la porzione iniziale dell'intestino tenue), dove subisce ulteriori trasformazioni.[4] Il chimo contiene anche cellule provenienti dalla bocca e dall'esofago che si desquamano a seguito dell'azione meccanica della masticazione e della deglutizione.
Il chimo è il risultato della demolizione meccanica e chimica del bolo alimentare ed è costituito da cibo parzialmente digerito, acqua, acido cloridrico e vari enzimi digestivi. Esso passa lentamente attraverso lo sfintere pilorico nel duodeno, dove inizia l'assorbimento dei nutrienti. A seconda della quantità e della composizione del pasto, lo stomaco trasforma il cibo in chimo in un tempo variabile da circa 40 minuti a 3 ore.[5] Con un pH di circa 2, il chimo che emerge dallo stomaco è fortemente acido.[6] Il duodeno, breve tratto dell'intestino tenue situato tra lo stomaco e il resto dell'intestino tenue, secerne un ormone, la colecistochinina (CCK), che induce la contrazione della colecisti, determinando il rilascio di bile alcalina nel duodeno e riducendo così l'acidità del chimo. La CCK stimola inoltre la secrezione di enzimi digestivi da parte del pancreas. Il duodeno produce anche l'ormone secretina, che stimola il pancreas a secernere grandi quantità di bicarbonato di sodio, innalzando il pH del chimo fino a circa 7. Altre secrezioni provenienti dal fegato e dalle ghiandole della parete intestinale contribuiscono alla digestione, poiché contengono una varietà di enzimi e sostanze chimiche che favoriscono la scomposizione dei composti complessi in forme assorbibili e utilizzabili dall'organismo.
Le mucose dello stomaco[7] e del duodeno sono protette da uno spesso strato di muco e, nel duodeno, anche dall'azione neutralizzante del bicarbonato di sodio e della bile. Successivamente, a un pH di circa 7, gli enzimi gastrici non sono più attivi. Il chimo prosegue il suo passaggio nel digiuno e nell'ileo, dove la digestione continua, mentre la parte indigeribile avanza nell'intestino crasso, in cui batteri anaerobi degradano le proteine e gli amidi non completamente digeriti nell'intestino tenue e contribuiscono contemporaneamente alla compattazione dei residui. Questi batteri partecipano inoltre alla sintesi delle vitamine del gruppo B e della vitamina K, che vengono assorbite insieme agli altri nutrienti. Quando tutti i nutrienti sono stati assorbiti dal chimo, il materiale residuo si trasforma in feci semisolide, che passano nel retto dove vengono accumulate fino alla loro espulsione dall'organismo durante la defecazione.
Usi
[modifica | modifica wikitesto]Il chimo di un vitello non svezzato è l'ingrediente caratterizzante della pajata, una ricetta tradizionale romana. Il chimo viene talvolta utilizzato anche nel Pinapaitan, uno stufato amaro tradizionale della cucina ilocana.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Douglas Harper, chyme, su Online Etymology Dictionary.
- ↑ Henry George Liddell e Robert Scott, χυμός, su A Greek–English Lexicon, Perseus Project.
- ↑ chyme, su Merriam-Webster.com Dictionary, Merriam-Webster.
- ↑ Chyme, su Encyclopædia Britannica. URL consultato il 25 gennaio 2025.
- ↑ Patrica A. Potter, Fundamentals of Nursing, 8ª ed., Elsevier, Inc., 2013, p. 1000, ISBN 978-0-323-07933-4.
- ↑ Hugh C. Hemmings e Talmage D. Egan, Pharmacology and Physiology for Anesthesia E-Book: Foundations and Clinical Application, Elsevier Health Sciences, 6 dicembre 2012, pp. 480, ISBN 978-1-4557-3793-2.«Il chimo è una miscela semifluida costituita da alimento e secrezioni gastriche. Nello stomaco e immediatamente dopo la sua fuoriuscita da esso, il chimo è fortemente acido, con un pH di circa 2. Nel duodeno, le secrezioni pancreatiche ricche di bicarbonato contribuiscono ad aumentarne il pH.»
- ↑ H. Forssell, Gastric mucosal defence mechanisms: a brief review, in Scandinavian Journal of Gastroenterology. Supplement, vol. 155, National Library of Medicine, 1988, pp. 23-28, DOI:10.3109/00365528809096277, PMID 3072665. URL consultato il 25 ottobre 2025.
Altri progetti
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Wikizionario contiene il lemma di dizionario «chimo»
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Hugh C. Hemmings Jr. e Talmage D. Egan, Pharmacology and Physiology for Anesthesia, Filadelfia, Elsevier Health Sciences, 2012, ISBN 978-1-4377-1679-5.
- T. E. Moxon, P. Nimmegeers, D. Telen, P. J. Fryer, J. Van Impe e S. Bakalis, Effect of chyme viscosity and nutrient feedback mechanism on gastric emptying, in Chemical Engineering Science, vol. 171, 2017, pp. 318-330, Bibcode:2017ChEnS.171..318M, DOI:10.1016/j.ces.2017.05.048, PMC 5569601, PMID 29104301.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) chyme, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.