Impossible Princess
| Impossible Princess album in studio | |
|---|---|
| Artista | Kylie Minogue |
| Pubblicazione | 22 ottobre 1997 |
| Durata | 49:57 |
| Dischi | 1 |
| Tracce | 12 |
| Genere | Techno[1] Dance pop[2] Indie pop[3] Pop sperimentale[3] |
| Etichetta | Deconstruction Records, BMG, Mushroom Records |
| Produttore | Steve Anderson, Dave Seaman, Dave Ball, Ingo Vauk, Rob Dougan, Jay Burnett, James Dean Bradfield |
| Registrazione | 1995-1997 |
| Certificazioni | |
| Dischi d'argento | (vendite: 65 000+) |
| Dischi di platino | (vendite: 70 000+) |
| Kylie Minogue - cronologia | |
| Singoli | |
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Impossible Princess è il sesto album in studio della cantante australiana Kylie Minogue, pubblicato il 22 ottobre 1997[6]. Dall'album sono stati estratti quattro singoli, Some Kind of Bliss, Did It Again, Breathe, Cowboy Style.
La cantante rivendicò un controllo creativo molto maggiore sul progetto rispetto ai lavori precedenti: scrisse da sola quasi tutti i brani dell’album e, per la prima volta, si occupò anche della produzione del materiale, avvalendosi comunque della collaborazione dei Brothers in Rhythm, dei Manic Street Preachers, di David Ball e di Rob Dougan.
Influenzato dalla rivoluzione techno e Britpop della metà e fine degli anni 1990, dal punto di vista sonoro Impossible Princess rappresentò una netta rottura con la produzione precedente di Kylie Minogue. Concepite come un disco sperimentale, le canzoni abbracciarono una varietà di stili più oscuri legati alla musica dance, tra cui trip hop, electronica e rock. Sul piano lirico, l’album si concentrò sul percorso di auto-scoperta di Minogue dopo una serie di viaggi in tutto il mondo e affrontò temi quali la libertà di espressione, le relazioni e le emozioni.
Alla sua pubblicazione, l’accoglienza della critica e del pubblico verso Impossible Princess risultò divisa a causa della nuova direzione musicale e dei testi più intimi di Minogue. Dal punto di vista commerciale, l’album raggiunse la top 10 in Australia, Scozia e nel Regno Unito; i media britannici, tuttavia, ironizzarono sul suo scarso successo nel resto dell’Europa. Nel 1998 Minogue intraprese il tour Intimate & Live per promuovere il disco.
Col senno di poi, numerosi commentatori musicali lodarono Impossible Princess come l’opera più personale e fraintesa di Minogue. In passato, la cantante dichiarò che non avrebbe mai più realizzato un album in studio composto da brani così personali come Impossible Princess.
Per celebrare i 25 anni dall’uscita originale, il disco venne pubblicato per la prima volta in vinile nell’ottobre 2022, evento che ne determinò una riscoperta e il raggiungimento di nuove posizioni di rilievo nelle classifiche discografiche[7].
Antefatti
[modifica | modifica wikitesto]Minogue lasciò la sua etichetta PWL nel 1992 a causa di divergenze creative e firmò l’anno successivo un contratto per tre album con la Deconstruction Records. Collaborò con un gruppo eterogeneo di musicisti per sperimentare suoni differenti, tra cui il duo britannico Brothers in Rhythm. La loro prima produzione fu l’album omonimo di Minogue, pubblicato alla fine del 1994, che raggiunse la terza posizione in Australia e la quarta nel Regno Unito[8]. Oltre agli impegni promozionali legati all’album, Minogue ampliò la sua carriera di attrice partecipando a diversi progetti cinematografici. Tra questi vi furono i film a grande budget Street Fighter II: The Animated Movie (1994) e Bio-Dome (1996), accolti negativamente dalla critica.
Minogue collaborò con il musicista australiano Nick Cave e la sua band, i Bad Seeds, al singolo del 1995 Where the Wild Roses Grow, che raggiunse il secondo posto in Australia e l’undicesimo nel Regno Unito. La canzone vinse tre ARIA Awards nel 1996 come Miglior Pubblicazione Pop, Miglior Singolo e Canzone dell’Anno[9].
L’amicizia con Cave proseguì negli anni successivi; su consiglio di Cave, Minogue recitò i testi del suo brano del 1987 I Should Be So Lucky come poesia alla Royal Albert Hall di Londra nel luglio 1996. Nel dicembre dello stesso anno, fece una comparsa a sorpresa durante un concerto dei Manic Street Preachers al Shepherd’s Bush Empire, cantando con loro Little Baby Nothing. Il brano era inizialmente previsto come un duetto con Minogue, ma non si realizzò durante gli anni di contratto con PWL. Entrambe le esibizioni dal vivo del 1996 furono considerate il punto di partenza del suo nuovo alter ego, IndieKylie, pseudonimo legato al passaggio di Minogue verso la musica rock[10].
Minogue iniziò una relazione romantica con il fotografo francese Stéphane Sednaoui e intraprese una serie di viaggi con lui attraverso America del Nord, Asia e Australasia per trarre ispirazione per il suo prossimo album. Alla fine del viaggio, Minogue rimase affascinata dall’esperienza e si sentì "veramente anonima e libera di essere [sé stessa]".
Registrazione
[modifica | modifica wikitesto]I piani per Impossible Princess iniziarono a metà del 1995, dopo una serie di incontri con Brothers in Rhythm, e le sessioni di registrazione partirono poco tempo dopo. Nel giugno 1997, l’album era in produzione da ventuno mesi e la Deconstruction Records stava aggiungendo gli ultimi ritocchi. La registrazione dell’album durò quasi due anni, il periodo più lungo in cui Minogue lavorò a un progetto dai tempi della sua partecipazione alla soap opera australiana Neighbours (dal 1986 al 1988). Numerosi cambi di direzione, remix e collaborazioni aggiunsero tempo al processo, suscitando a volte frustrazione e irritazione nella cantante. Steve Anderson, membro dei Brothers in Rhythm, spiegò che ciò era dovuto al «puro perfezionismo» di tutti i coinvolti; Minogue ritenne comunque che l’album valesse l’attesa[11].
I viaggi con l'allora fidanzato Stéphane Sednaoui, i compagni di etichetta alla Deconstruction Records e i clienti del lavoro di Sednaoui, tra cui Björk, Garbage e Tricky, furono fonte di ispirazione per l’album. Sednaoui e Nick Cave furono figure chiave durante la produzione. Nella biografia Kylie (2014), Sean Smith osserva che Sednaoui ebbe un enorme effetto sulla fiducia in sé stessa di Minogue e contribuì alla sua visione del futuro, mentre Cave la aiutò ad abbracciare il passato[11].
Minogue iniziò a scrivere i testi dopo che Sednaoui e Cave la convinsero a prendere il controllo creativo del suo prossimo progetto musicale. Scrisse ogni brano dell’album; a confronto, nel suo album del 1994 aveva co-scritto solo una canzone. Non seguì un metodo specifico per scrivere: annotava costantemente idee nel suo quaderno e compose molte canzoni durante le vacanze. Cowboy Style e Dreams furono tra le prime canzoni che Minogue scrisse per l’album; testi e melodie le vennero spontanei. Durante la stesura dei testi di Too Far, Minogue immaginò già come avrebbe eseguito il brano, mentre lavorava in un caffè locale. Trovò il pezzo facile da scrivere e diverso da tutto ciò che aveva scritto in precedenza. Voleva imprimere sé stessa nell’album il più possibile e sentì che le canzoni erano più personali: «Ho scritto testi in passato, ma erano sicuri–solo parole ben rimare e tutto qui. Ora ho canzoni in cui, dall’inizio alla fine, non voglio un'altra parola, non voglio che venga tolta nessuna parola», dichiarò Minogue[12].
Sessioni con i Brothers in Rhythm
[modifica | modifica wikitesto]I Brothers in Rhythm misero insieme alcune canzoni inizialmente previste per Impossible Princess, ma le scartarono quando Minogue iniziò a scrivere, rendendosi conto del suo sviluppo come artista. Per lavorare a stretto contatto con il duo, Minogue condivise con loro una casa di fronte ai Real World Studios a Box, Wiltshire, dove ogni mattina presentava a Dave Seaman, produttore dei Brothers in Rhythm, un set di testi scritti la sera precedente. Successivamente cantava le idee per le melodie al duo, che tentava di comporre le basi, trovare uno stile adatto, registrare demo grezzi e aggiungere sottili idee liriche e melodiche a ciascun brano. La produzione avvenne principalmente ai Real World, dove i demo grezzi venivano riorganizzati. Gli archi furono aggiunti presso gli Sarm West Studios di Londra, e i brani furono poi rimandati ai Real World per i mix finali, curati dall’ingegnere Alan Bremner[13].
Da quelle sessioni, i Brothers in Rhythm svilupparono cinque canzoni che finirono nella tracklist finale: Did It Again, Limbo, Dreams, Say Hey e Cowboy Style. Too Far fu scritta agli Sarm West, dove Anderson ideò la linea di pianoforte presente nella versione finale. Secondo Anderson, la produzione si sviluppò man mano che la canzone veniva creata, e molte idee dai demo furono mantenute nei brani completati. Limbo, Too Far, Did It Again e Cowboy Style furono pubblicate nella loro forma di demo originale perché Minogue ritenne che la crudezza dei brani funzionasse meglio rispetto a una versione rifinita. Anderson considerò Too Far e Drunk come esempi del progresso artistico di Minogue, e i suoi testi poetici differivano dalla struttura tipica di una canzone pop[13].
Il direttore dell’etichetta, Pete Hadfield, era malato, lasciando a Minogue il controllo creativo parziale del progetto. Per contribuire alla produzione dell’album, partecipò a ogni sessione con Anderson e Seaman per imparare a comporre, arrangiare strumenti e distorcere sezioni dei brani. Di conseguenza, è accreditata come co-produttore con i Brothers in Rhythm nei brani Too Far, Breathe e Say Hey; suonò il sintetizzatore e fornì cori di supporto.
Altri collaboratori
[modifica | modifica wikitesto]La Deconstruction Records incoraggiò Minogue a collaborare con altri artisti, oltre alle sessioni con i Brothers in Rhythm, per produrre un numero sufficiente di brani potenzialmente pubblicabili come singoli. Come aveva già fatto nel suo album del 1994, Minogue si mostrò aperta all’idea di sperimentare suoni diversi con vari produttori. Scrisse Through the Years, Breathe e Limbo durante le sessioni con i produttori elettronici Dave Ball e Ingo Vauk nei loro home studio; Minogue scrisse il testo di Through the Years in dieci minuti, subito dopo aver ascoltato la base di Ball e Vauk[14].
Aveva sentito parlare del lavoro di Rob Dougan e pensò sarebbe stato interessante collaborare con lui; insieme scrissero e produssero Jump. Lavorò anche a due brani con la band inglese Olive, ma furono scartati. Nick Cave scrisse un brano per l’album basandosi sui testi di Minogue, intitolato Soon, ma la cantante fu delusa dalla sua registrazione e lo abbandonò.
Minogue dichiarò che James Dean Bradfield dei Manic Street Preachers aveva un’idea chiara di come voleva che lei suonasse già durante la loro prima sessione nella sua abitazione. Minogue trovò difficile riscrivere il demo di Bradfield di I Don't Need Anyone, così egli prese pezzi dei testi originali del demo e li combinò con altri testi scritti da Minogue, con l’aiuto di Nicky Wire, per creare la versione finale del brano. Trovò questo metodo di scrittura interessante e lo ripeté con Bradfield e Sean Moore in Some Kind of Bliss. Ritenne che i testi funzionassero bene insieme e si dichiarò soddisfatta del risultato finale. Bradfield e il suo collaboratore abituale Dave Eringa produssero entrambe le tracce[14].
Stile musicale
[modifica | modifica wikitesto]Dal punto di vista musicale, Impossible Princess sperimentò e mescolò diversi stili, poiché Minogue desiderava che l’album riflettesse le sue molteplici sfaccettature. Si distaccò dal suono dei lavori precedenti, incorporando vari elementi della musica dance. I critici notarono la diversità musicale dell’album[15]. Marcel Anders di Orkus e Nick Levine di Digital Spy lo definirono un disco dance, mentre un autore di Who scrisse che l’album spaziava dal trip hop alle torch song, dal pop chitarristico ruvido alle tracce disco. Gli autori di Sputnikmusic sottolinearono influenze trance, rock e alternative, descrivendo l’album come «qualcosa che ci si aspetterebbe da Björk». Michael Dwyer del The West Australian osservò che la produzione orientata al club rendeva l’album particolarmente distintivo. Chris True di AllMusic e Sal Cinquemani di Slant Magazine identificarono il disco come parte dei movimenti electronica e Britpop della metà e fine degli anni 1990[16].
Impossible Princess include tracce strumentali dal vivo, come il solo di tromba del musicista inglese Guy Barker in Through the Years. Minogue trovò insolito questo approccio, abituata all’uso esclusivo dei sintetizzatori, e considerò l’album una miscela tra strumenti sintetici e reali. L’album presenta diversi brani basati sulla chitarra, come Did It Again e I Don’t Need Anyone. Did It Again combina batteria e chitarra elettrica, suono che Smith trovò simile a quello dell’album Revolver dei The Beatles (1966). I Don’t Need Anyone è un brano rock fortemente influenzato dai ritmi mediorientali. Sean Moore suonò la batteria e James Dean Bradfield le chitarre nelle tracce gioiose in stile Britpop I Don’t Need Anyone e Some Kind of Bliss. I critici paragonarono quest’ultimo brano alla musica Motown e al lavoro dei Manic Street Preachers[17].
Cowboy Style è un brano country influenzato dalla musica celtica e dalla percussione tribale. Ian Phillips di Sputnikmusic osservò che la ballata orchestrale Dreams utilizza una miscela di archi dalle sonorità inquietanti, bassi potenti e batteria. Cinquemani descrisse Too Far come un brano drum and bass caotico, con breakbeat netti, progressione di pianoforte in stile Moby e archi lussureggianti; Drunk come un pezzo trance; e Limbo come un ibrido tra rock e techno nello stile dei The Chemical Brothers. Jump è una traccia dark trip hop, mentre Say Hey e Breathe sono canzoni elettroniche più delicate. Through the Years contiene ottoni smorzati, tracce vocali sperimentali e testi malinconici; Cinquemani lo paragonò al singolo di Björk del 1993 Venus as a Boy[18].
Le linee vocali dell’album includono segmenti di spoken word e rap, insieme a sussurri e canto. John Mangan del quotidiano australiano The Age ritenne che le canzoni fossero cucite su misura per la sua voce. Un autore di Who notò che Minogue stava sviluppando una voce propria, «sussurrando senza fiato in un momento, urlando come una giovane Sinéad O’Connor nel momento successivo». Un altro autore della stessa pubblicazione osservò che Minogue «non era mai sembrata così umana», con molti brani che evidenziavano la sua dizione unica. Nella biografia Kylie: Naked (2012), Nigel Goodall e Jenny Stanley-Clarke paragonarono le vocalità di Minogue a quelle di Tori Amos, Björk, Sinéad O’Connor, Kate Bush e Madonna. Cinquemani e Dwyer confrontarono inoltre il suo approccio seducente a quello di Madonna, definendo la sua voce come una «arma segreta sexy e affidabile». Larry Flick di Billboard commentò che Minogue aveva abbandonato le vocalità perfette e lasciato che i suoi «suoni strani fluissero liberamente» nell’album[19].
Temi
[modifica | modifica wikitesto]Impossible Princess affronta i temi delle relazioni romantiche, dell’auto-scoperta, del dolore emotivo e della libertà di espressione. Critici e Dave Seaman notarono che l’apporto personale di Minogue fu più significativo in questo album rispetto ai precedenti. Gran parte dell’album è autobiografico, basato sulla vita di Minogue nei due anni precedenti la pubblicazione. Sean Smith ritenne che le canzoni rivelassero la sua vita più di qualsiasi intervista, essendo più «complesse, serie, introspettive e sfidanti» rispetto ai brani dei suoi album precedenti[14].
Minogue discusse la sua paranoia, il dolore e la rabbia in Too Far, in cui canta in maniera rapida e concitata dei suoi problemi di claustrofobia. Le storie negative pubblicate dalla stampa britannica ispirarono Did It Again, brano in cui Minogue lotta per trovare la giusta identità, usando uno stile vocale aggressivo e lamentandosi di sentirsi confusa nonostante possieda tutto. Jump invita il pubblico ad accettarla e ad accettare le sue scelte personali nel corso della carriera.
I Don’t Need Anyone non ha una narrazione lineare; il testo fu composto combinando quattro canzoni, ciascuna con un umore e una storia diversa. Cinquemani osservò che il brano energico vede Minogue dichiarare con forza la propria indipendenza, pur ammettendo la sua vulnerabilità innata. Some Kind of Bliss parla delle esperienze di Minogue mentre si trova lontana dalle persone e della sua felicità. Scritta in Giappone, Breathe esprime la capacità della cantante di riflettere e trovare pace anche in ambienti intensi. Dreams, traccia cinematografica di chiusura, tratta della perseveranza nel superare limiti e sperimentare nella carriera, raccontando una fiaba che invita alla riflessione, secondo Phillips.
Le tracce rimanenti trattano la sua relazione con Stéphane Sednaoui. Cowboy Style descrive il primo incontro con Sednaoui. Minogue scrisse Limbo in Spagna, in cui affronta la difficoltà di non poter lasciare un paese per incontrare qualcuno a causa di problemi burocratici. Ispirata dalla relazione con Sednaoui, Say Hey mette in luce l’importanza della comunicazione, senza però concentrarsi sul dialogo diretto. Larry Flick sottolineò come i testi introspettivi di Limbo e Say Hey mostrassero Minogue liberare pensieri più oscuri dal suo subconscio. Il tema della frustrazione persiste in Drunk, in cui Minogue si sente insoddisfatta della relazione nonostante i forti sentimenti per qualcuno. In Through the Years Minogue parla dell’incontro con un ex fidanzato, provando insicurezza e dubbi sull’intera situazione[19].
Copertina e titolo
[modifica | modifica wikitesto]Copertina
[modifica | modifica wikitesto]Le immagini e il design della copertina furono realizzati da Stéphane Sednaoui. Ispirato dalla cultura pop francese e giapponese, Sednaoui trasse spunto dal lavoro erotico di Nobuyoshi Araki cercando di trasmettere un’estetica simile nelle fotografie. Inizialmente, la cover si basava su una serie di immagini sperimentali di Minogue in costume da geisha; il concetto fu poi ripreso per il videoclip di GBI (German Bold Italic) (1997), la collaborazione di Minogue con Towa Tei. La copertina finale mostra Minogue seduta, circondata da luci multicolori in movimento, vestita con un minidress blu senza maniche di Véronique Leroy, senza titolo né nome impresso[13].
Poiché la Deconstruction Records desiderava distribuire una versione in edizione limitata dell’album con copertina olografica, Sednaoui dovette fotografare un artwork separato per quelle edizioni. La copertina tridimensionale lenticolare richiese l’uso di più fotocamere statiche per riprendere Minogue al buio. Per creare l’effetto a lunga esposizione delle luci che ruotavano attorno alla cantante, Sednaoui si vestì completamente di nero in modo da non apparire nello scatto finale. Il servizio fotografico durò una settimana e Minogue dovette posare per ore. La cantante commentò: «Il servizio fotografico fu molto difficile, ma sapevamo che una volta riuscito sarebbe stato straordinario». Nel 2004, Minogue donò il vestito indossato per la copertina al Cultural Gifts Program dell’Arts Centre Melbourne[20].
Titolo
[modifica | modifica wikitesto]Il titolo dell’album fa riferimento al libro di Billy Childish del 1994 Poems to Break the Harts of Impossible Princesses. Una copia del libro era stata dedicata a Minogue, ma fu accidentalmente consegnata a Nick Cave, che alla fine la restituì a Minogue poco dopo, quando iniziò a lavorare all’album. Ricordò di aver guardato solo il titolo del libro e di aver detto: «Mi rappresentava completamente». Inoltre, ritenne che le poesie del libro riassumessero il momento della sua vita sotto i riflettori. Minogue considerò il titolo ironico e immaginario, capace di evocare molte verità della sua vita, dichiarando: «A volte la mia vita sembra così bella da essere quasi troppo – è come uno scherzo – e a volte dovrebbe essere così bella [...] ma non lo è». Il titolo è richiamato nel ritornello del brano dell’album Dreams[14].
Pubblicazione
[modifica | modifica wikitesto]La Deconstruction Records aveva inizialmente previsto di pubblicare l’album a gennaio 1997, ma ne posticipò l’uscita a maggio. Anche con copie già stampate a metà 1997, il rilascio fu nuovamente rinviato a settembre. Il 31 agosto 1997, Diana, principessa del Galles morì in un incidente automobilistico. A causa dell’impatto della sua morte, Minogue e la Deconstruction ritennero il titolo dell’album inappropriato e ne posticiparono l’uscita di tre mesi. L’album mancò anche la pubblicazione prevista per gennaio 1998. Frustrata dai continui ritardi, Minogue raggiunse un accordo con l’etichetta per rinominarlo Kylie Minogue in Europa e nel Regno Unito. Si trattò del suo terzo album in studio omonimo, dopo il debutto del 1988 e l’album del 1994. Pubblicato il 28 marzo 1998, l’album mantenne il design originale della copertina, l’anno di copyright 1997 e il tributo di Minogue a Stéphane Sednaoui nei crediti, nonostante avessero concluso la loro relazione alla fine del 1997[21].
Il 22 ottobre 1997, Bertelsmann Music Group (BMG) pubblicò l’album sul mercato giapponese, includendo il brano bonus Tears[22]. Il mese successivo, Impossible Princess fu prodotto in formato CD e cassetta in Russia e Polonia. La versione standard dell’album fu finalmente resa disponibile in Australia, Nuova Zelanda e Giappone all’inizio di gennaio 1998, e in Europa e nel Regno Unito a marzo dello stesso anno. Nel mese successivo, la BMG lo distribuì in cassetta in Malesia, mentre la versione standard con nuova grafica fu pubblicata a Taiwan. La Deconstruction cancellò i piani per la pubblicazione in Nord America a seguito della chiusura improvvisa del distributore statunitense Imago Records alla fine del 1994.
Nel maggio 2003, Impossible Princess fu rimasterizzato da Festival Mushroom in Australia e Nuova Zelanda, e dalla BMG per le regioni europee e del Regno Unito, come album doppio CD; la release includeva un disco bonus con remix e tre registrazioni inedite: Love Takes Over Me, Tears e This Girl. Con la nuova pubblicazione, il titolo Impossible Princess fu ripristinato in Europa e nel Regno Unito. Nell’ottobre 2022, a 25 anni dall’uscita originale, la BMG pubblicò l’album per la prima volta in vinile. La 25th Anniversary Edition, con il titolo originale Impossible Princess, fu ristampata con tre varianti di vinile colorato e una versione limitata in Picture Disc[23]. In Italia, tale edizione, debuttò al numero 7 della classifica vinili di FIMI[24].
A causa dei continui ritardi nel 1997, Mushroom Records presentò sei brani dell’album — Some Kind of Bliss, Too Far, Say Hey, Limbo, I Don’t Need Anyone e Did It Again — su un CD promozionale speciale in Australia. La Deconstruction condusse una campagna simile in Europa, distribuendo sei brani differenti su una cassetta promozionale. Live and Other Sides fu pubblicato in contemporanea alle uscite australiane dell’album presso HMV nel 1998, includendo due tracce inedite di Impossible Princess, una traccia inedita di Kylie Minogue e tre registrazioni live. Un altro EP, Other Sides, conteneva i due B-side Love Takes Over Me e Tears e una traccia inedita dell’album, Take Me with You. Il quarto album di remix di Minogue, Mixes, includeva i singoli dell’album ed fu pubblicato nel Regno Unito nell’agosto 1998. In Australia, l’album di remix fu sostituito da Impossible Remixes, che conteneva il brano inedito Breathe (TNT Club Mix). Diversi brani dell’album e tre tracce inedite di Impossible Princess comparvero in Hits + (2000), pubblicato in Europa[25].
Promozione
[modifica | modifica wikitesto]La campagna stampa di Minogue per l’album iniziò a metà del 1997, comprendendo interviste per riviste e una performance al Radio 1 Roadshow a Newquay il 21 agosto 1997. La promozione mirava principalmente agli acquirenti dell’album, più che al mercato dei singoli. L’etichetta sottolineò il vasto appeal di Minogue organizzando interviste per la stampa in vari settori: quotidiani nazionali, riviste specializzate in dance, tabloid, magazine LGBTQ+ e mensili di moda. Durante la settimana di uscita a marzo 1998, Deconstruction e Minogue organizzarono una festa di lancio presso il Tower Records di Londra[26].
La cantante intraprese un piccolo tour-concerto che toccò Australia, Nuova Zelanda e Hong Kong nell’ottobre 1997; fu la prima volta di Minogue sia in Nuova Zelanda sia a Hong Kong. Il tour fu ampliato includendo tappe in Norvegia, Danimarca e Paesi Bassi. Partecipò a numerosi programmi televisivi per promuovere i singoli dell’album e si esibì durante la cerimonia del Mardi Gras del 1998 a Sydney, Australia[10].
Nel maggio 1998, Minogue annunciò il tour Intimate & Live, che iniziò il 2 giugno al Palais Theatre di Melbourne, Australia. Inizialmente prevedeva di concludere il tour a Melbourne il 4 luglio, ma a causa dell’elevata richiesta nel Regno Unito, organizzò tre concerti aggiuntivi lì. Il tour ricevette recensioni positive sia dal pubblico sia dalla stampa, elogiando l’idea di esibirsi in sale più piccole[27]. La cantante fu lodata per le performance vocali e la presenza scenica. Ogni concerto attirò circa 2.000 spettatori in Australia, e i media locali ne dichiararono il successo commerciale. Per completare la promozione del tour, un album live e un DVD, registrati al Capitol Theatre di Sydney, furono pubblicati rispettivamente il 30 novembre 1998 (album) e il 23 luglio 2003 (DVD).
Singoli
[modifica | modifica wikitesto]Minogue volle introdurre l’album in modo da incuriosire e sorprendere il pubblico. Il singolo di lancio fu Some Kind of Bliss, scelto a settembre 1997. Il videoclip, diretto da David Mould e girato nel Deserto di Tabernas in Spagna, mostra Dexter Fletcher nei panni dell’amante di Minogue. Pubblicato una settimana dopo la morte di Diana, principessa del Galles, Some Kind of Bliss fu un insuccesso commerciale: raggiunse il numero 22 nel Regno Unito, primo singolo di Minogue a non entrare nella top 20, il numero 27 in Australia e il 46 nella New Zealand Singles Chart, ultimo suo singolo a entrare in classifica in Nuova Zelanda negli anni 1990[28].
Il secondo singolo fu Did It Again, pubblicato il 24 novembre 1997 con il B-side Tears. Minogue promosse intensamente il singolo in televisione nel Regno Unito, dove raggiunse il numero 14 nella UK Singles Chart a dicembre, rimanendo in classifica per altre sei settimane. In Australia raggiunse il numero 15 e restò per 17 settimane nella top 50, una delle sue performance più durature. Il videoclip, diretto da Petro Romanhi e girato a Londra, mostra Minogue interpretare quattro versioni di sé stessa: SexKylie, CuteKylie, IndieKylie e DanceKylie[29].
Breathe, ultimo singolo di Minogue per la Deconstruction Records, fu pubblicato il 9 marzo 1998 con remix di Sash! e Todd Terry. Il videoclip, diretto dal regista gallese Kieran Evans, mostra Minogue fluttuare in uno spazio a spirale di effetti visivi. Il singolo raggiunse il numero 23 in Australia e la top 20 nel Regno Unito[30].
Per la forte richiesta del pubblico, Too Far fu pubblicato su vinile 12" a scopo promozionale nel maggio 1998. Furono realizzati due remix: un remix dei Brothers in Rhythm con nuovi vocalizzi e ad-lib di Minogue, e un remix europop di Junior Vasquez. Too Far era previsto come singolo finale, da rilasciare commercialmente in un triple pack di vinili, ma i piani furono annullati.
Al suo posto, Cowboy Style fu pubblicato come ultimo singolo dell’album, con Love Takes Over Me come B-side, il 5 ottobre 1998, distribuito solo in Australia. Non fu pubblicato nel Regno Unito a causa della partenza di Minogue dalla Deconstruction nel novembre dello stesso anno. Data la limitata disponibilità di formati, la traccia rimase in classifica solo per una settimana, raggiungendo il numero 39 nella top 50 regionale australiana[31].
Critica
[modifica | modifica wikitesto]Al momento della sua pubblicazione, la critica verso Impossible Princess fu fortemente divisa. La rivista britannica Q criticò la natura ripetitiva del disco, mentre Music Week riconobbe un miglioramento nelle capacità vocali di Minogue. Ben Willmott di NME criticò la produzione del collaboratore James Dean Bradfield e definì Minogue una «totale frode» per aver introdotto nuovi generi musicali così distanti dai suoi lavori precedenti[32].
Alcuni recensori, soprattutto al di fuori del Regno Unito, elogiaronno ampiamente la produzione e l’apporto di Minogue. Un redattore di Who e Cameron Adams del Herald Sun definirono l’album il lavoro migliore e più completo di Minogue, lodandone l’interpretazione vocale. John Mangan apprezzò le capacità di composizione della cantante e la varietà stilistica dell’album, scrivendo che «suona giusto e costituisce un ulteriore passo nella direzione corretta». Adams osservò che Minogue aveva prodotto «l’album pop elegante e personale che aveva sempre minacciato di realizzare». Michael Dwyer evidenziò le tracce club-dance come le migliori, aggiungendo che l’album mostra i progressi musicali di Minogue nonostante l’ampia gamma di stili e collaboratori. Larry Flick commentò che Minogue «aveva finalmente trovato la sua voce — sia letteralmente sia spiritualmente»[19].
Le recensioni retrospettive di Impossible Princess sono state molto più positive. Nell’Encyclopedia of Popular Music (2011), lo scrittore britannico Colin Larkin assegnò tre stelle su cinque, classificandolo come «raccomandato» e «molto ascoltabile». Chris True trovò l’album più solido e naturale rispetto ai lavori precedenti, notando che scorre bene come un album unitario. Sal Cinquemani apprezzò il carattere personale e coerente del disco, definendolo «il lavoro di un’artista disposta a correre rischi». Nick Levine sottolineò la mancanza di appeal commerciale, pur lodando la varietà di generi e l’apporto di Minogue, definendo l’album un lavoro «coraggioso, rivelatore e raramente meno che sorprendente». Durante la recensione del suo decimo album X (2007), Evan Sawdey di PopMatters commentò che Impossible Princess è «uno degli album dance-pop più folli e quasi perfetti mai creati»[33].
Responso del pubblico
[modifica | modifica wikitesto]Durante la sua uscita commerciale, Impossible Princess fu criticato dal pubblico britannico, che non apprezzò il passaggio di Minogue verso la musica indie e l’elettronica. Il pubblico non riuscì a identificarsi con la sua nuova immagine intima, soprannominata "IndieKylie", e non fu colpito dalla nuova direzione musicale, percependola come un tentativo di seguire le mode. La reazione negativa portò l’album a ottenere scarsi risultati nelle classifiche britanniche, inducendo le pubblicazioni locali a definirlo il peggiore album in studio di Minogue in termini di vendite in quelle regioni. Un anno dopo l’uscita, Virgin Radio prese in giro le vendite dell’album dichiarando: «Abbiamo fatto qualcosa per migliorare i dischi di Kylie: li abbiamo vietati»[34].
Furono indicati diversi fattori alla base della percezione negativa: la mancanza di attività promozionale, il divario di tre anni dall’ultimo album, i continui ritardi e cambiamenti di titolo e il cambio di direzione musicale. Minogue attribuì il fallimento commerciale principalmente al materiale poco coerente, alla sua immagine "IndieKylie" presentata dai media e al lungo intervallo tra gli album, mentre Baker ritenne che fosse dovuto alla mancanza di una promozione adeguata e alla gestione poco efficace da parte della Deconstruction. Steve Anderson sostenne che la pubblicazione di Some Kind of Bliss come singolo di lancio avesse oscurato il contributo di Minogue sul brano e sull’album nel suo complesso. Minogue dichiarò che dopo l’uscita del singolo doveva «continuare a dire alla gente che questo non è un album di chitarra indie. Non intendo prendere una chitarra e fare rock». James Dean Bradfield ammise di sentirsi in colpa perché l’uscita del singolo aveva «portato a Minogue un nuovo insieme di problemi»[11].
Successo commerciale
[modifica | modifica wikitesto]Sotto il titolo Kylie Minogue, l’album debuttò e raggiunse il picco al numero 10 nella UK Albums Chart, diventando il terzo debutto settimanale più alto e la sesta entrata di Minogue nella top 10. La settimana successiva scese al numero 22 e poi al numero 41; la sua ultima posizione in classifica fu il numero 70. L’album vendette 20.000 copie nelle prime due settimane, appena il dieci percento delle vendite previste. Durante la quinta e ultima settimana, all’inizio di maggio 1998, l’album si posizionò al numero 91. In modo simile, raggiunse il numero 10 nella Scottish Albums Chart. A ottobre 2020, l’album aveva venduto 64.483 copie nel Regno Unito[35].
In Australia, l’album debuttò e raggiunse il picco al numero quattro nella Australian Albums Chart il 25 gennaio 1998. Nelle settimane successive si fermò all’ottavo posto, per poi uscire dalla top ten nella quarta settimana. Al 26 aprile l’album aveva trascorso 14 settimane in classifica, posizionandosi al numero 48 prima di uscirne. Durante il tour Intimate & Live a giugno, l’album rientrò nella top ten per tre settimane non consecutive tra giugno e luglio. Rimase nella top 50 per 35 settimane, diventando l’album di Minogue con la permanenza più lunga in classifica fino a quel momento. La ARIA certificò l’album Platinum per le spedizioni fisiche di 70.000 unità.
La ristampa in vinile del 2022 raggiunse il numero cinque nella UK Albums Chart il 28 ottobre 2022, superando il precedente picco al numero dieci del 1998. L’album aprì con 6.384 album-equivalent unit, di cui tutte tranne 44 erano vinili LP; fu il terzo album in vinile più venduto della settimana. Fu la prima volta che l’album entrò in classifica con il titolo Impossible Princess, dando a Minogue la sua quindicesima entrata nella top five. L’album raggiunse anche nuovi picchi di classifica in Scozia e Australia, rispettivamente ai numeri quattro e tre[36].
Tracce
[modifica | modifica wikitesto]- Edizione standard
- Too Far – 4:43 (Kylie Minogue)
- Cowboy Style – 4:44 (Kylie Minogue, Steve Anderson, Dave Seaman)
- Some Kind of Bliss – 4:13 (Kylie Minogue, James Dean Bradfield, Sean Moore)
- Did It Again – 4:22 (Kylie Minogue, Steve Anderson, Dave Seaman)
- Breathe – 4:38 (Kylie Minogue, David Ball, Ingo Vauk)
- Say Hey – 3:37 (Kylie Minogue)
- Drunk – 3:59 (Kylie Minogue, Steve Anderson, Dave Seaman)
- I Don't Need Anyone – 3:13 (Kylie Minogue, James Dean Bradfield, Nicky Jones)
- Jump – 4:03 (Kylie Minogue, Rob Dougan)
- Limbo – 4:06 (Kylie Minogue, David Ball, Ingo Vauk)
- Through the Years – 4:20 (Kylie Minogue, David Ball, Ingo Vauk)
- Dreams – 3:44 (Kylie Minogue, Steve Anderson, Dave Seaman)
- Bonus track per il Giappone
- Tears – 4:27 (Kylie Minogue, David Ball, Ingo Vauk)
- CD bonus dell'edizione speciale 2003
- Love Takes Over Me – 4:19 (Kylie Minogue, Steve Anderson, Dave Seaman)
- Too Far (Inner Door Mix) – 6:19 (Kylie Minogue)
- Did It Again (Did It Four Times Mix) – 5:49 (Kylie Minogue, Steve Anderson, Dave Seaman)
- Breathe (Tee's Dancehall Mix) – 6:21 (Kylie Minogue, David Ball, Ingo Vauk)
- Tears – 4:27 (Kylie Minogue, David Ball, Ingo Vauk)
- Too Far (Junior's Riff Dub) – 5:49 (Kylie Minogue)
- Breathe (Tee's Dub of Life) – 7:55 (Kylie Minogue, David Ball, Ingo Vauk)
- Some Kind of Bliss (Quivver Mix) – 8:39 (Kylie Minogue, James Dean Bradfield, Sean Moore)
- Did It Again (Razor-n-Go Dub) – 9:53 (Kylie Minogue, Steve Anderson, Dave Seaman)
- Breathe (Tee's Glimmer Mix) – 4:46 (Kylie Minogue, David Ball, Ingo Vauk)
- Too Far (North Pole Mix) – 5:54 (Kylie Minogue)
- This Girl (Demo) – 3:09 (Kylie Minogue, Uschi Classen)
B-side, rarità e demo
[modifica | modifica wikitesto]- Love Takes Over Me —b side di Some Kind of Bliss e Cowboy Style; rilasciata nel 2003 nell'edizione deluxe di Impossible Princess
- Tears — b side di Did It Again; rilasciata nel 2000 in Hits + e nel 2003 nell'edizione deluxe di Impossible Princess
- This Girl — demo; rilasciata nel 2000 in Hits + e nel 2003 nell'edizione deluxe di Impossible Princess
- Stay This Way — demo; rilasciata nel 2000 in Hits +
- Take Me With You — demo esibita live durante il tour Intimate & Live (1998); rilasciata nel 2000 in Hits + e nella versione live in Intimate and Live (1998)
- Free — demo esibita live durante il tour Intimate & Live (1998) e in medley con Slow durante il KylieX2008 (2008); rilasciata nella versione live in Intimate and Live (1998)
- You're the One — inedita; eseguita live durante l'Anti Tour (2012)
Classifiche
[modifica | modifica wikitesto]| Classifica (1998-2022) | Posizione massima[37][38] |
|---|---|
| Israeli Albums Chart | 1 |
| Slovenia Albums Chart | 2 |
| Australian Albums Chart | 4 |
| Japan Albums Chart | 5 |
| UK Albums Chart | 10 |
| Svizzera[39] | 55 |
| German Albums Chart | 25 |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ (EN) Michael R. Smith, Impossible Princess - Kylie Minogue, su dailyvault.com, Daily Vault, 11 maggio 2006. URL consultato il 13 gennaio 2018.
- ↑ (EN) Nick Levine, Kylie: Revisited #6: 'Impossible Princess', su digitalspy.com, Digital Spy, 6 giugno 2010. URL consultato il 13 gennaio 2018.
- 1 2 Damiano Pandolfini, Kylie Minogue - La principessa impossibile, su ondarock.it, Ondarock. URL consultato il 21 gennaio 2018.«uno dei momenti pop più suggestivi di tutti gli anni 90 [...] Sarà la critica a lanciarsi contro il lavoro con particolare accanimento, criticando aspramente la nuova direzione di Kylie in quanto troppo indie, pretenziosa e poco radiofonica [...] per Kylie Minogue il bilancio del cosiddetto periodo indie è durissimo; [...] è evidente che Kylie ha preso alla lettera l'invito a sperimentare.»
- ↑ BRIT Certified, su bpi.co.uk.
- ↑ (EN) ARIA Top 20 Australian Albums for week of 7 November 2022, su ARIA Charts. URL consultato il 4 novembre 2022.
- ↑ Spotify – Web Player, su Spotify. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ Minogue Kylie Impossible Princess (12, su www.discotecalaziale.com. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Jenny Stanley-Clarke, Kylie - Naked: A Biography, Andrews UK Limited, 30 agosto 2012, ISBN 978-1-84989-299-5. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ (EN) ARIA Awards, su www.aria.com.au. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- 1 2 (EN) kylie minogue biography by sean smith, su www.seansmithceleb.com. URL consultato il 20 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 6 aprile 2015).
- 1 2 3 LiMBO, LiMBO Kylie Minogue Online | Special Features, su www.kylie.co.uk. URL consultato il 20 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2006).
- ↑ Some Kind of Bliss, su marionhume.com.
- 1 2 3 Kylie Minogue Impossible Princess Australian CD album (CDLP) (98352), su eil.com. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- 1 2 3 4 (EN) KYLIE MINOGUE Interview PROMO CD Impossible Princess | #118536532, su Worthpoint. URL consultato il 20 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2025).
- ↑ https://worldradiohistory.com/UK/Music-Week/1997/Music-Week-1997-09-06.pdf (PDF), su worldradiohistory.com.
- ↑ (EN) Impossible Princess - Kylie Minogue | Album | AllMusic. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Kylie: Revisited #6: 'Impossible Princess', su Digital Spy, 6 giugno 2010. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Sal Cinquemani, Review: Kylie Minogue, 'Impossible Princess', su Slant Magazine, 19 novembre 2003. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- 1 2 3 (EN) Nielsen Business Media Inc, Billboard, Nielsen Business Media, Inc., 4 aprile 1998. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ https://archive.today/20210514093615/https://collections.artscentremelbourne.com.au/%23details=ecatalogue.26317, su archive.today.
- ↑ Kylie Minogue Kylie Minogue UK CD album (CDLP) (184588), su eil.com. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ Kylie Minogue Impossible Princess Japanese CD album (CDLP) (94022), su eil.com. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Tyler Jenke, Kylie Minogue Releasing 'Impossible Princess' On Vinyl For 25th Anniversary, su Music Feeds, 8 settembre 2022. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ Pagina artista, su Fimi. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ Kylie Minogue Hits UK CD album (CDLP) (164089), su eil.com. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ Kinolibrary, 1998 Kylie Minogue at Tower Records London, 14 ottobre 2015. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ KYLIE - SHOWGIRL TOUR, su www.kylie.com. URL consultato il 20 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 13 febbraio 2008).
- ↑ https://australian-charts.com/showinterpret.asp?interpret=Kylie+Minogue, su australian-charts.com.
- ↑ Music, su www.kylie.com. URL consultato il 20 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 4 febbraio 2008).
- ↑ (EN) KYLIE MINOGUE, su Official Charts, 16 gennaio 1988. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ australian-charts.com - Discography Kylie Minogue, su australian-charts.com. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ Wayback Machine (JPG), su img399.imageshack.us. URL consultato il 20 dicembre 2025 (archiviato dall'url originale il 20 luglio 2011).
- ↑ Kylie Minogue: X, in PopMatters. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Kylie Minogue: Goddess of the moment, su The Independent, 23 febbraio 2002. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ (EN) New edition of Music Week out now, su www.musicweek.com. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ (EN) Official Scottish Albums Chart on 29/3/1998, su Official Charts. URL consultato il 20 dicembre 2025.
- ↑ (EN) World Chart Positions, su slokylie.com. URL consultato il 3 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 27 maggio 2009).
- ↑ (EN) Albums: Impossible Princess, su kylie.com. URL consultato il 3 dicembre 2009 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2009).
- ↑ (DE) Kylie Minogue – Impossible Princess, su Schweizer Hitparade. URL consultato il 30 ottobre 2022.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Impossible Princess, su Last.fm, CBS Interactive.
- (EN) Chris True, Impossible Princess, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Impossible Princess, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Impossible Princess, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Impossible Princess, su Genius.com.
- Sito ufficiale dell'artista, su kylie.com.