Vai al contenuto

Millepora

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Come leggere il tassobox
Come leggere il tassobox
Coralli di fuoco
Millepora dichotoma
Classificazione scientifica
DominioEukaryota
RegnoAnimalia
SottoregnoEumetazoa
RamoRadiata
PhylumCnidaria
ClasseHydrozoa
OrdineAnthoathecata
FamigliaMilleporidae
GenereMillepora
Linnaeus, 1758
Specie

I coralli di fuoco (Millepora Linnaeus, 1758) sono un genere di idrozoi della famiglia Milleporidae, diffusi nelle barriere coralline tropicali.[1]

Millepora dichotoma
Millepora dichotoma

I coralli di fuoco sono organismi polipoidi coloniali, dotati di un fragile scheletro calcareo, che forma ramificazioni fino ad un metro di altezza. La parte terminale di queste è più chiara del resto del corpo, di colore da bianco a giallo-arancio. I tentacoli dei singoli polipi sono ricchi di cnidociti molto potenti le cui nematocisti contengono una tossina che causa ustioni a contatto anche all'uomo (da qui il nome di corallo di fuoco).

Millepora dichotoma

La persona che si ferisce con un corallo di fuoco avverte forte bruciore e dolore, subito dopo si formano piccole ustioni e talvolta un rash orticarioide. In qualche caso si può andare incontro anche ad astenia, agitazione, difficoltà a respirare, nausea, vomito. Tali sintomi possono essere complicati da ferite provocate da incrostazioni calcaree che possono causare sovra-infezioni con febbre anche molto alta e linfangite. L'intossicazione, se non curata, può portare occasionalmente alla morte, ma sono casi rarissimi. Se si viene colpiti dalla sostanza irritante di un corallo di fuoco bisogna subito cercare un medico, l'intervento immediato dovrebbe mirare ad asportare, possibilmente con un coltello dalla parte non tagliente, sia gli eventuali tentacoli del corallo attaccati alla cute e i frammenti calcarei, sia i filamenti velenosi (in realtà invisibili a occhio nudo). Subito dopo si deve lavare la ferita con acqua di mare, non dolce, e ricoprirla con pomate cortisoniche, antistaminiche e antibiotiche. In caso di lesioni molto estese si consiglia la somministrazione di antibiotici per via generale. Se subentrano difficoltà respiratoria e ipotensione, si passa ad antistaminici e corticosteroidi per via parenterale. In rarissimi casi di shock anafilattico sarà necessaria un’assistenza cardiorespiratoria. [2]

Il genere comprende le seguenti specie:[1]

  1. 1 2 (EN) Millepora, in WoRMS (World Register of Marine Species). URL consultato il 29/2/2020.
  2. Il corallo di fuoco: un pericolo spesso sottovalutato, su sharmegitto.wordpress.com.
  • A.A.V.V. (1982), “Idrozoi coloniali”, in Zoologia, Bologna 1982, pp. 411–414.
  • ALLEN Gerald R. - STEENE Roger. (1994), “Hydrozoans”, n IDEM Indo-pacific coral reef field guide, Singapore 1994, pp. 49–53.
  • COCKRUM Lendell E. - Mc CAULEY William J. (1980), “Classe degli Idrozoi” e “Classe 1 Idrozoi”, in IDEM Zoologia, Padova 1980, pp. 206–214, pp. 218–219.
  • ORGA Stefano (2000), “Gli idrocoralli”, in Meraviglie (a cura di ORGA G.), Quaderni del Museo Zoologico, n°2 (2000), Avellino 2000, pp. 3–5.
  • Orga Stefano (2009), I Coralli di fuoco celenterati in via di estinzione,(c) Fondazione IBM Italia (2009).
  • VERON John E.N. (2000), “Order Milleporina”, in IDEM Corals of the world, Townsville (Australia) 2000,vol. 3, pp. 400–401.

Altri progetti

[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni

[modifica | modifica wikitesto]