Open Fiber
| Open Fiber | |
|---|---|
| Stato | |
| Forma societaria | Società per azioni |
| Fondazione | dicembre 2015 a Milano |
| Fondata da | Enel |
| Sede principale |
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| Gruppo | Cassa Depositi e Prestiti e Gruppo Macquarie |
| Persone chiave |
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| Settore | Telecomunicazioni |
| Prodotti | Infrastrutture di rete in fibra ottica (prevalentemente FTTH) e, in specifici contesti, FWA |
| Fatturato | 674,8 milioni di €[4] (2024) |
| Utile netto | -364 milioni di €[4] (2024) |
| Sito web | www.openfiber.it/ |
Open Fiber S.p.A. (in origine Enel Open Fiber S.p.A.) è una società italiana attiva come operatore wholesale only (all’ingrosso) nel mercato delle infrastrutture di rete per telecomunicazioni, con focus su reti in fibra ottica fino all’utente (prevalentemente FTTH).[5] L’azienda sviluppa reti in investimento privato nelle aree a maggiore densità e, in qualità di concessionario, realizza infrastrutture finanziate con intervento pubblico in specifici programmi nazionali per la banda ultralarga.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]2015–2016: costituzione e prime operazioni
[modifica | modifica wikitesto]Open Fiber è stata costituita nel dicembre 2015 come società interamente controllata da Enel.[6]
2016–2017: ingresso di CDP Equity, acquisizione e fusione con Metroweb
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2016 Enel avviò trattative con CDP Equity finalizzate alla creazione di una joint venture paritetica e all’integrazione industriale con Metroweb. Il 20 dicembre 2016 Open Fiber acquisì l’intero capitale di Metroweb; la fusione per incorporazione fu approvata nel gennaio 2017 e completata nel primo trimestre 2017.[7][8] Nel 2017, con l’ingresso di CDP Equity, la società cambiò denominazione in Open Fiber S.p.A..[9]
2018–2020: sviluppo rete e implementazione della concessione pubblica
[modifica | modifica wikitesto]Negli anni successivi Open Fiber sviluppò l’infrastruttura FTTH nelle città (investimento privato) e avviò l’implementazione delle concessioni pubbliche nelle aree a fallimento di mercato (aree bianche), nell’ambito del Piano nazionale Banda Ultralarga (si veda la sezione dedicata).[10]
2021–2022: uscita di Enel e ridefinizione dell’assetto azionario
[modifica | modifica wikitesto]Il 4 agosto 2021 Enel sottoscrisse l’accordo per la cessione della propria partecipazione (50%) in Open Fiber: 40% a Macquarie e 10% a CDP Equity.[11] Il perfezionamento dell’operazione portò CDP Equity al 60% e Macquarie al 40%.
Sul piano finanziario, nel febbraio 2022 Open Fiber sottoscrisse un contratto di finanziamento da 7,2 miliardi di euro; al 31 dicembre 2022 il finanziamento risultava utilizzato per circa 4 miliardi di euro secondo ricostruzioni di stampa specializzata.[12]
2023: cambio al vertice operativo
[modifica | modifica wikitesto]Nel settembre 2023, a seguito delle dimissioni dell’amministratore delegato Mario Rossetti, la carica di amministratore delegato e direttore generale è stata affidata a Giuseppe Gola.[3][13]
2024: riconoscimenti e ricapitalizzazione
[modifica | modifica wikitesto]Nel marzo 2024 Open Fiber ha ricevuto l’Operator Award 2024 dal FTTH Council Europe.[14]
Nel dicembre 2024 gli azionisti hanno avviato un’operazione di ricapitalizzazione e rifinanziamento (aumento di capitale e nuovo finanziamento bancario), presentata come funzionale al proseguimento del piano di investimenti.[15]
2025: presidenza Cucchiani, bilancio 2024 e dibattito su PNRR e aiuti di Stato
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2025 la presidenza del consiglio di amministrazione è passata a Enrico Tommaso Cucchiani.[16]
Il 14 marzo 2025 Open Fiber ha comunicato l’approvazione del bilancio 2024 (ricavi 674,8 milioni di euro; EBITDA 276,3 milioni; perdita netta 364 milioni) e un nuovo piano industriale con investimenti fino al 2034, oltre al completamento di un processo di rifinanziamento con risorse da azionisti e istituti di credito.[4] Il bilancio 2023 (ricavi 582 milioni; EBITDA oltre 234 milioni; perdita 296 milioni) era stato comunicato nel giugno 2024.[17]
Nel corso del 2025, in parallelo alle attività di attuazione dei piani PNRR (in particolare il Piano “Italia a 1 Giga”), si è sviluppato un dibattito pubblico sui ritardi, sulle rimodulazioni degli obiettivi e su presunti profili di aiuti di Stato: Fibercop (società della rete ex TIM, controllata da un consorzio guidato da KKR)[18] ha confermato di avere trasmesso alla Commissione europea una segnalazione relativa a presunti “aiuti di Stato” in favore di Open Fiber, quantificati fino a 4,5 miliardi di euro secondo la stessa Fibercop, includendo anche un contributo pubblico per il riequilibrio delle concessioni nelle aree bianche pari a 660 milioni.[19] Sul medesimo dossier si è inserito il confronto istituzionale sul progetto di “rete unica” e sugli impatti concorrenziali dell’operazione.[20]
Attività e modello di business
[modifica | modifica wikitesto]Open Fiber opera come operatore wholesale only: realizza e gestisce infrastrutture di accesso e backhauling e rende disponibili servizi all’ingrosso a favore di operatori retail e provider di servizi, che commercializzano le offerte agli utenti finali.[21]
L’infrastruttura è progettata principalmente per la connettività FTTH. In ambiti specifici, soprattutto in aree a bassa densità e in presenza di vincoli tecnico-economici, Open Fiber ha utilizzato anche soluzioni FWA nell’ambito di programmi pubblici (si veda la sezione “Piano BUL – aree bianche”).[22]
Programmi pubblici e piani di copertura
[modifica | modifica wikitesto]Piano Banda Ultralarga (BUL) – Aree bianche (concessioni Infratel)
[modifica | modifica wikitesto]Il Piano nazionale Banda Ultralarga (BUL) prevede, per le aree a fallimento di mercato (aree bianche), la realizzazione di infrastrutture con intervento pubblico e concessione ventennale: la rete resta di proprietà pubblica ed è affidata in gestione al concessionario.[23]
2017: avvio delle concessioni (prima e seconda gara)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2017 Open Fiber si aggiudicò i lotti della prima gara Infratel; nel corso dell’anno furono sottoscritti gli atti di concessione relativi alla prima e alla seconda gara (quest’ultima firmata nel novembre 2017).[24][10]
2018: progettazione esecutiva e apertura cantieri
[modifica | modifica wikitesto]Le relazioni di monitoraggio del Piano BUL indicano, per la fase 2018, l’avanzamento delle attività di progettazione e l’apertura progressiva dei cantieri, con crescita del numero di comuni in esecuzione e delle unità immobiliari oggetto di intervento.[10]
2019: terza gara e completamento del perimetro concessorio
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2019 fu sottoscritta la concessione relativa alla terza gara, completando il perimetro delle aree bianche oggetto di intervento pubblico.[25]
2020: rimodulazioni tecniche, ritardi e primi contenziosi
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2020 il monitoraggio pubblico evidenziò ritardi rispetto alle tempistiche originarie; in alcuni contesti Open Fiber ha indicato la necessità di rimodulare modalità di copertura, includendo soluzioni FWA per accelerare l’implementazione in territori a bassa densità e con maggiori criticità operative.[10][22]
2021: incremento della rete realizzata e aggiornamenti del cronoprogramma
[modifica | modifica wikitesto]Le relazioni di stato avanzamento riportano l’incremento di infrastruttura realizzata, con progressiva crescita dei comuni in collaudo e delle unità immobiliari raggiunte in vendibilità (variabili soggette a revisioni tecniche e amministrative).[26][27]
2022: creazione di Open Fiber Network Solutions e gestione operativa dei cantieri
[modifica | modifica wikitesto]Nel contesto di difficoltà operative (reperimento profili tecnici, gestione cantieri, filiere), Open Fiber ha costituito la società consortile Open Fiber Network Solutions (OFNS), dedicata a funzioni operative e di governance di specifici processi di esecuzione.[28] Nelle relazioni pubbliche del Piano BUL continua a essere evidenziato l’andamento non uniforme dei lavori e l’esistenza di criticità autorizzative e di esecuzione.[29]
2023: confronto con Infratel e dibattito su penali e riequilibri
[modifica | modifica wikitesto]Nel dibattito pubblico sono state riportate richieste di anticipazioni e discussioni sul tema delle penali connesse ai ritardi; parte di tali profili è confluita in contenziosi e in valutazioni sul riequilibrio economico-finanziario della concessione, richiamati anche da documenti istituzionali.[22][30]
2024: rilievi della Corte dei conti e quadro regolatorio su PNRR/aiuti di Stato
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2024 la Corte dei conti ha pubblicato una relazione sullo stato di attuazione del Piano BUL (aree bianche), richiamando l’andamento dei lavori, i ritardi e i relativi impatti amministrativi e finanziari.[31]
2025: contributo di riequilibrio e contestazioni concorrenziali
[modifica | modifica wikitesto]Con decreto del 21 gennaio 2025 è stato disposto un intervento di riequilibrio delle concessioni per le aree bianche, indicato in 660 milioni di euro.[32] Nel 2025 Fibercop ha dichiarato di avere segnalato alla Commissione europea presunti profili di aiuti di Stato anche in relazione a tale misura e ad altri strumenti pubblici, quantificando l’ammontare complessivo fino a 4,5 miliardi di euro secondo la propria ricostruzione.[33]
2026: orizzonte di completamento e collaudi
[modifica | modifica wikitesto]Documenti istituzionali e di programmazione riportano che una parte dei collaudi e delle verifiche tecniche del Piano BUL può estendersi fino al 2026, in relazione allo stato effettivo dei lavori e ai processi amministrativi connessi.[22]
Piano “Italia a 1 Giga” (PNRR – aree grigie)
[modifica | modifica wikitesto]Il Piano “Italia a 1 Giga” è un piano di intervento pubblico (PNRR – M1C2) finalizzato a promuovere investimenti in reti a banda ultralarga nelle aree in cui non è presente (né prevista nel breve periodo) connettività stabile ad almeno 300 Mbit/s in download nell’ora di picco; l’obiettivo prestazionale del piano è 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload nelle ore di picco del traffico.[34]
2017–2020: antecedenti (Strategia BUL e obiettivi europei)
[modifica | modifica wikitesto]Negli anni precedenti al PNRR il tema della “gigabit society” e dell’accelerazione degli investimenti su reti VHCN è entrato in modo crescente nella programmazione nazionale, con evoluzione di mappature e consultazioni sulla copertura e sulle intenzioni di investimento privato, in coerenza con orientamenti UE sugli aiuti di Stato alle reti a banda larga.[35]
2021: approvazione del piano e consultazione pubblica
[modifica | modifica wikitesto]Il piano è stato inquadrato nella Strategia italiana per la Banda Ultralarga “Verso la Gigabit Society”; nell’agosto–settembre 2021 si è svolta la consultazione pubblica sul Piano “Italia a 1 Giga”.[36] Il piano è stato notificato alla Commissione europea e approvato nell’ambito del quadro sugli aiuti di Stato (decisione SA.63170).[37]
2022: bando, aggiudicazione e avvio delle convenzioni
[modifica | modifica wikitesto]Il bando è stato avviato nel gennaio 2022 (dotazione indicata in circa 3,7 miliardi di euro e circa 7 milioni di civici come ordine di grandezza programmatico).[38] Nel maggio 2022 Infratel ha pubblicato l’avviso di aggiudicazione: Open Fiber si è aggiudicata 8 lotti e Fibercop 7 lotti.[39] Open Fiber ha descritto il perimetro del bando come 15 lotti e contributi fino a 3,7 miliardi di euro per circa 6,8 milioni di civici, ribadendo la propria aggiudicazione di 8 lotti.[40]
2023: avvio operativo dei cantieri e aggiornamenti pubblici
[modifica | modifica wikitesto]Open Fiber e Infratel hanno pubblicato elenchi e documenti informativi relativi alle aree di intervento e ai cantieri (con aggiornamenti periodici).[40]
2024: “civici di prossimità”, vincoli UE e prime rimodulazioni
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2024, nell’ambito delle verifiche tecniche in campo, è emersa l’esistenza di civici non inclusi nella mappatura originaria. Il legislatore ha introdotto una norma (art. 20, comma 5-bis del d.l. 2 marzo 2024 n. 19, convertito con modificazioni) che consente agli aggiudicatari di adempiere agli obblighi anche collegando “civici di prossimità” (civici posti in prossimità di quelli originariamente previsti). Infratel ha avviato una specifica mappatura e consultazione sui civici di prossimità comunicati, in linea con la decisione UE SA.63170 e con la disciplina sugli aiuti di Stato.[41]
L’esito della mappatura 2024 ha distinto, tra i civici di prossimità analizzati, quelli ammissibili e non ammissibili al finanziamento PNRR (anche in relazione al criterio UE dei 50 metri da una rete idonea o da civici base), con pubblicazione di documentazione e report di accompagnamento.[42][43]
2025: ritardi, ipotesi di riassetto lotti e revisione del target (–700.000 civici)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2025 fonti di stampa internazionale e nazionale hanno riportato un confronto tra governo, Infratel e operatori sui ritardi di esecuzione e su possibili soluzioni di riassetto dei lotti più complessi del piano.[44]
Il 13 settembre 2025 il sottosegretario con delega all’innovazione Alessio Butti ha reso pubblica una soluzione concordata in via generale con la Commissione europea: la rimodulazione del target di Open Fiber per circa 700.000 civici, con contestuale rimodulazione delle risorse e reimpiego delle economie in nuovi strumenti/piani di copertura oltre l’orizzonte PNRR.[45] La rimodulazione e le opzioni tecnologiche (FTTH/FWA e, per specifiche soluzioni, collegamenti satellitari o voucher) sono state oggetto di discussione politica e di analisi sulle implicazioni prestazionali e concorrenziali.[46]
Nello stesso anno Infratel ha pubblicato gli esiti della mappatura e consultazione 2025 sui civici di prossimità per l’operatore Fibercop, richiamando l’applicazione degli orientamenti UE sugli aiuti di Stato e l’uso dei dati della mappatura reti fisse 2025.[47] Nella documentazione di mappatura 2025 è inoltre riportata un’integrazione di copertura pari a circa 278.000 civici comunicata da Open Fiber (revisione del documento).[48]
2026: scadenza PNRR e obiettivi di completamento
[modifica | modifica wikitesto]Il Piano “Italia a 1 Giga” è programmato per concorrere agli obiettivi PNRR con scadenza al 2026 (30 giugno 2026 come milestone di riferimento in numerosi atti e comunicazioni), con progressivo completamento degli interventi residui anche in base alle rimodulazioni concordate con la Commissione europea nel 2025.[34][45]
Tecnologia
[modifica | modifica wikitesto]Open Fiber utilizza architetture di rete in fibra ottica e, per l’accesso FTTH, soluzioni basate su PON (Passive Optical Network), in particolare GPON. La rete passiva riduce la presenza di apparati alimentati lungo la tratta di accesso e può contribuire a minori consumi energetici rispetto ad architetture con maggiore componente attiva.[49]
Nel 2023 Open Fiber ha presentato il software “RealCity” per la mappatura e gestione digitale di elementi di rete, finalizzato a ridurre tempi di rilievo e migliorare il monitoraggio dei cantieri secondo ricostruzioni di stampa.[50]
Approvvigionamento dei materiali core e dibattito sulla filiera
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2024 alcune inchieste e analisi giornalistiche hanno evidenziato un dibattito sulla filiera dei cavi in fibra ottica e sulla concorrenza di prodotto importato (in particolare asiatico) impiegato anche in progetti finanziati dal PNRR, con discussioni su standard tecnici e impatti industriali.[51][52]
Azionariato
[modifica | modifica wikitesto]2015–2016: Enel (100%)
[modifica | modifica wikitesto]Alla fondazione Enel Open Fiber S.p.A. era interamente partecipata da Enel.[53]
2017–2021: Enel (50%) e CDP Equity (50%)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2017 CDP Equity acquisì il 50% e la società assunse la denominazione Open Fiber S.p.A.[9]
Dal 2022: CDP Equity (60%) e Macquarie (40%)
[modifica | modifica wikitesto]Con la cessione della quota Enel, perfezionata tra 2021 e 2022, la partecipazione è passata per il 40% a Macquarie e per il 10% a CDP Equity, che è salita al 60%.
Governance
[modifica | modifica wikitesto]Controversie e dibattiti
[modifica | modifica wikitesto]Ritardi di attuazione nelle aree bianche e penali
[modifica | modifica wikitesto]L’attuazione delle concessioni nelle aree bianche è stata oggetto di rilievi, verifiche e confronti istituzionali legati ai ritardi e alle difficoltà esecutive; documenti di soggetti pubblici richiamano anche la presenza di contenziosi e di richieste di riequilibrio economico-finanziario.[31][22]
Rimodulazioni del Piano “Italia a 1 Giga” e “civici di prossimità”
[modifica | modifica wikitesto]Tra 2024 e 2025 il Piano “Italia a 1 Giga” è stato interessato da interventi normativi e amministrativi relativi ai “civici di prossimità”, con procedure di mappatura e consultazione e con l’applicazione di criteri UE di ammissibilità al finanziamento (tra cui il criterio dei 50 metri).[41][42][47]
Nel settembre 2025 il governo ha annunciato una rimodulazione del target di Open Fiber per 700.000 civici, collegandola alla salvaguardia di fondi PNRR e al reimpiego di economie in nuovi strumenti di copertura oltre la scadenza 2026.[45]
Presunti aiuti di Stato e segnalazioni alla Commissione europea
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2025 Fibercop ha confermato di avere trasmesso alla Commissione europea una segnalazione su presunti aiuti di Stato in favore di Open Fiber, quantificati fino a 4,5 miliardi di euro secondo la stessa Fibercop, includendo anche il contributo di riequilibrio per le concessioni aree bianche da 660 milioni di euro.[33] Il tema è stato richiamato anche nel dibattito sulla “rete unica” e sui rapporti tra operatori e istituzioni.[54]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Credits, su Open Fiber. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- ↑ Certificato ISO 50001:2018 (SGS) – Open Fiber S.p.A. (PDF), su Open Fiber, 17 giugno 2025. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- 1 2 3 4 5 Organi societari, su Open Fiber. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- 1 2 3 Open Fiber approva il Bilancio 2024. Nuovo Piano Industriale e risorse aggiuntive per la digitalizzazione del Paese, su Open Fiber, 14 marzo 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Chi siamo, su Open Fiber. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Presentato al CdA Enel il piano strategico di Enel Open Fiber, su Enel Open Fiber (archivio). URL consultato l'11 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2016).
- ↑ Open Fiber perfeziona l'acquisizione di Metroweb, su Enel Open Fiber (archivio). URL consultato l'11 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 21 dicembre 2016).
- ↑ Corte dei conti, Determinazione e relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria di Enel S.p.A. – esercizio finanziario 2018, n. 121, 12 novembre 2019, pp. 65-69. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Gruppo CDP: approvata l’integrazione tra Metroweb ed Enel Open Fiber, su CDP, 16 gennaio 2017. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 3 4 Relazione sullo stato di avanzamento del Piano BUL al 31/12/2020 (PDF), su bandaultralarga.italia.it, 2021. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Enel cede il 50% del capitale di Open Fiber per 2.650 milioni di euro, su Enel, 4 agosto 2021. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Raffaele Barberio, Open Fiber. Richiesta di aiuti di Stato pesa sulla 'rete nazionale', su Key4biz, 20 marzo 2023. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Open Fiber: Giuseppe Gola nuovo Amministratore Delegato. Ufficiali le dimissioni di Rossetti, su MondoMobileWeb.it, 28 settembre 2023. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Open Fiber sul podio europeo: “Contributo decisivo allo sviluppo della fibra in Italia”, su CorriereComunicazioni, 20 marzo 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Open Fiber, il dado è tratto: via alla ricapitalizzazione, su CorriereComunicazioni, 16 dicembre 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Open Fiber, Enrico Tommaso Cucchiani designato presidente, su corrierecomunicazioni.it, 28 maggio 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Comunicato stampa: Open Fiber approva il bilancio 2023 (PDF), su Open Fiber, 18 giugno 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ (EN) The Company, su FiberCop. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- ↑ Fibercop conferma la segnalazione all’Ue su Open Fiber: “Aiuti di Stato per 4,5 miliardi”, su la Repubblica, 18 ottobre 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Rete unica, il Mef non molla: avanti tutta nonostante gli ostacoli, su CorriereComunicazioni, 21 ottobre 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ La Mission: connettere l'Italia con la fibra, su Open Fiber. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- 1 2 3 4 5 Invitalia – Prospectus (edizione 2025), su Invitalia, 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Banda ultralarga: Open Fiber si aggiudica i cinque lotti della prima gara Infratel, su Infratel Italia. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Banda ultralarga: Infratel e Open Fiber firmano il contratto per la seconda gara, su Infratel Italia, 8 novembre 2017. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Banda ultralarga, Infratel e Open Fiber: firmata la concessione per il terzo bando delle aree bianche, su Invitalia, 2 aprile 2019. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Relazione sullo stato di avanzamento del Piano BUL al 30/06/2021 (PDF), su bandaultralarga.italia.it, 2022. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Relazione sullo stato di avanzamento del Piano BUL al 31/12/2021 (PDF), su bandaultralarga.italia.it, 2022. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Open Fiber Network Solutions – Governance, su Open Fiber. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Relazione sullo stato di avanzamento del Piano BUL al 31/12/2022 (PDF), su bandaultralarga.italia.it, 2023. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Open Fiber al capolinea. Reset dell’azienda subito, se si vuole rilanciare l’industria delle TLC italiane, su Key4biz, 15 maggio 2023. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Corte dei conti, Relazione sullo stato di attuazione del Piano BUL – aree bianche, 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Decreto ministeriale 21 gennaio 2025 – Piano banda ultra larga nelle aree bianche. Concessione di contributi al soggetto attuatore (PDF), su Ministero delle imprese e del made in Italy, 21 gennaio 2025. URL consultato il 13 gennaio 2026.
- 1 2 Fibercop conferma la segnalazione all’Ue su Open Fiber: “Aiuti di Stato per 4,5 miliardi”, su la Repubblica, 18 ottobre 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Piano Italia a 1 Giga, su Dipartimento per la trasformazione digitale. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Piano Italia a 1 Giga – Mappatura e Consultazione 2024 sui Civici di prossimità (relazione) (PDF), su Infratel Italia, 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Consultazione pubblica del Piano “Italia a 1 Giga”, su Dipartimento per la trasformazione digitale, 2021. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ State Aid SA.63170 (2021/N) – RRF – Italy – Plan 1 Gbps, su Commissione europea (DG Competition). URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Digitale: 3,7 miliardi per portare internet veloce a 7 milioni di civici, su Dipartimento per la trasformazione digitale, 15 gennaio 2022. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Avviso di aggiudicazione – Bando “Italia a 1 Giga” (PDF), su Infratel Italia, 24 maggio 2022. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Piano Italia a 1 Giga, su Open Fiber. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Piano Italia a 1 Giga – Avviso: mappatura e consultazione 2024 sui civici di prossimità, su Infratel Italia, 6 settembre 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Piano Italia a 1 Giga – Esito mappatura e consultazione 2024 sui civici di prossimità, su Infratel Italia, 28 ottobre 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Piano Italia a 1 Giga, quasi 50mila i civici che non si possono finanziare coi fondi Pnrr, su CorriereComunicazioni, 28 ottobre 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Italia a 1 Giga: dialogo aperto su riassetto lotti più complessi per dare nuovo impulso a copertura nazionale, su la Repubblica (Finanza), 7 maggio 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 3 Butti: “Italia a 1 Giga, 700mila civici in meno per salvare i fondi Pnrr”, su Dipartimento per la trasformazione digitale, 13 settembre 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Italia a 1 Giga, le opposizioni criticano il “salvataggio” del governo e si spaccano sul satellite, su CorriereComunicazioni, 15 settembre 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- 1 2 Piano Italia a 1 Giga – Esito mappatura e consultazione 2025 sui civici di prossimità, su Infratel Italia, 12 settembre 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Mappatura 2025 delle reti fisse a banda ultralarga – relazione (con integrazione Open Fiber) (PDF), su Infratel Italia, 5 agosto 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Fibra ottica: la transizione green passa per la banda ultralarga, su Il Sole 24 Ore, 27 novembre 2023. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Michele Nasi, Open Fiber RealCity: cos’è e come funziona, su IlSoftware.it, 25 ottobre 2023. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Cristina Casadei, Fibra ottica, l’industria italiana messa all’angolo dal sottocosto asiatico, su Il Sole 24 Ore, 6 febbraio 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Nicola Saldutti, I cavi a fibra ottica di Fos (Prysmian) e i posti a rischio per la concorrenza cinese, su Corriere della Sera, 17 marzo 2024. URL consultato l'11 gennaio 2026.
- ↑ Presentato al CdA Enel il piano strategico di Enel Open Fiber, su Enel Open Fiber (archivio). URL consultato l'11 gennaio 2026 (archiviato dall'url originale il 24 luglio 2016).
- ↑ Rete unica, il Mef non molla: avanti tutta nonostante gli ostacoli, su CorriereComunicazioni, 21 ottobre 2025. URL consultato l'11 gennaio 2026.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Franco Bernabè, A conti fatti. Quarant'anni di capitalismo italiano, a cura di Giuseppe Oddo, Milano, Feltrinelli, 2020, ISBN 978-88-07-17374-5.
- Federica Loffredo, Il ruolo di Open Fiber nel panorama italiano, in Il modello Wholesale Only: la rivoluzione del nuovo codice delle comunicazioni elettroniche, Diritto ed economia dei mezzi di comunicazione, anno XV, n. 2, Napoli, Centro Consulenze Editoriali, 2019, pp. 118-122, ISSN 1827-0395.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su openfiber.it.
- open fiber (canale), su YouTube.
