Piper longum
| Pepe lungo | |
|---|---|
| Classificazione APG IV | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| (clade) | Angiosperme |
| (clade) | Mesangiosperme |
| (clade) | Magnoliidi |
| Ordine | Piperales |
| Famiglia | Piperaceae |
| Genere | Piper |
| Specie | P. longum |
| Classificazione Cronquist | |
| Dominio | Eukaryota |
| Regno | Plantae |
| Divisione | Magnoliophyta |
| Classe | Magnoliopsida |
| Ordine | Piperales |
| Famiglia | Piperaceae |
| Genere | Piper |
| Specie | P. longum |
| Nomenclatura binomiale | |
| Piper longum L. | |
Il pepe lungo (Piper longum L.) è una pianta della famiglia delle Piperaceae,[1] coltivata per i suoi frutti, che vengono essiccati e utilizzati come spezie e condimento. Il pepe lungo è uno stretto parente del pepe nero (Piper nigrum) e ha un sapore molto simile a quest'ultimo.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]Prima della scoperta del continente americano da parte degli europei, il pepe lungo era una spezie molto importante. La storia antica del pepe nero è spesso interconnessa (e a volte confusa) con il pepe lungo. I Romani conoscevano entrambe le specie che chiamavano con lo stesso nome. Molti antichi botanici credevano, erroneamente, che il pepe nero e il pepe lungo provenissero dalla stessa pianta. Solo dopo la scoperta dell'America e del peperoncino, la popolarità del pepe lungo andò lentamente scemando. Il peperoncino, che dopo l'essiccazione aveva il sapore e la forma del pepe nero, era più facile da coltivare anche in territorio europeo. Al giorno d'oggi il pepe lungo è un ingrediente molto raro nella cucina europea, mentre viene ampiamente utilizzato nella cucina indiana, indonesiana, malese e nordafricana.[senza fonte]
Descrizione
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Il frutto del pepe consiste nell'unione di molti piccoli frutti, ognuno della dimensione di un seme di papavero. Grano nero, dalla forma allungata, il pepe lungo assomiglia a una piccola pannocchia o pigna.
Distribuzione e habitat
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) Piper longum L., su Plants of the World Online, Royal Botanic Gardens, Kew. URL consultato il 18 gennaio 2021.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- McGee, Harold, On Food and Cooking (Revised Edition), Scribner, 2004, ISBN 0-684-80001-2.
Altri progetti
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