Signe Brander

Signe Brander, nata Signe Viola Brander (Parkano, 15 aprile 1869 – Sipoo, 17 maggio 1942), è stata una fotografa finlandese.
Deve la sua notorietà per aver narrato con le sue immagini i cambiamenti della capitale finlandese e delle residenze dell'alta borghesia, alcune delle quali modificate o non più esistenti, così come gli edifici cittadini e le strade. Nelle sue foto scorre anche la vita quotidiana dei primi decenni del XX secolo.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Proveniente da una famiglia della buona borghesia finlandese, era la quinta figlia, su sette figli, di Ernst (1827-1891), capo forestale, avvocato e possessore di una fattoria, e della svedese Jenny Amanda Karolina Rääf (1828-1916)[1]. Il nonno, Ernst Fredrik Brander, fu presidente della Corte d'Appello di Vaasa[2].

La famiglia si trasferì a Kokkola, dove il padre aveva ottenuto lavoro come funzionario doganale e dove la ragazza frequentò la scuola locale. La madre, rimasta vedova nel 1891, decise di trasferirsi a Helsinki con le tre figlie[3]. Nella capitale Brander proseguì gli studi alla Scuola di Arti Applicate dove divenne insegnante di disegno, ma non esercitò mai la professione. Nei paesi nordici le donne erano in molte ad essere impiegate negli ambienti fotografici in qualità di ritoccatrici, assistenti, addette alla clientela, ma in molte anche come fotografe vere e proprie. Era una professione consigliata rispetto a quella di pittrice riservata per lo più agli uomini.[1].
Anche se non è noto dove abbia imparato l'arte fotografica, perfezionò le sue capacità e le sue conoscenze lavorando nello studio di Daniel Nyblin, all'epoca famoso fotografo cittadino[4]. Il suo apprendimento si collocò prima del 1896, quando aprì il proprio atelier nella città di Savonlinna. Nella stampa cittadina pubblicò: "La sottoscritta, che ha lavorato a lungo nel noto atelier del fotografo Daniel Nyblin a Helsinki, sta aprendo un atelier qui a Savonlinna, che presto inizierà a funzionare", anche se le immagini di quel periodo non si sono conservate. Pubblicò altri annunci, attraverso i quali si rivela che Brander scattò in diversi luoghi della città e che si specializzò in fotografie paesaggistiche e architettoniche. Chiuse lo studio nel 1899[5].
Nel 1904 aprì un suo studio che chiamò "Helikon" nella capitale ma la concorrenza era tale che non ebbe successo e decise di chiuderlo due anni dopo[6]. Nello stesso anno fu fondato un "Consiglio per le Antichità" statale, con il compito di censire i monumenti finlandesi che stavano scomparendo[3]. Brander venne assunta[7].
In questa veste, seppure con le difficoltà di trasportare attrezzature fotografiche pesanti[5], Brander fotografò la capitale secondo le istruzioni ricevute da parte del Consiglio nel periodo 1907 - 1913 durante il quale produsse 917 negativi. L'intenzione iniziale era di fotografare gli edifici a rischio di demolizione, ma tale idea venne presto abbandonata. Le sue fotografie mostrano una visione molto variegata della città di Helsinki dei primi del Novecento: non solo edifici, ma rivelano anche tipiche scene di strada e gli scorci della vita degli abitanti della città. Operai, venditori ambulanti, costruttori di strade e lavandaie. Nonostante le istruzioni del Consiglio, il rapporto personale della fotografa con la città e le persone ne fanno una narrazione più complessa, anche pittorica secondo lo stile dell'epoca. A causa di forti attriti con alcuni esponenti del Consiglio, Brander fu licenziata nel 1913[1].
In quegli stessi anni, ma proseguito anche successivamente, fotografò su commissione, per il centenario della guerra di Finlandia i luoghi ove si svolsero le battaglie, consegnate al Museo nazionale della Finlandia, alcune delle quali pubblicate come cartoline.
Il lavoro che andò avanti per almeno un ventennio, che le dette una certa fama, anche questo su commissione, sembra da parte di un amministratore del Museo Nazionale, fu quello di fotografare le case padronali e le ville signorili che produsse circa 2 000 immagini, una selezione delle quali furono pubblicate in due volumi[1].
Dal 1914 si dedicò anche all'insegnamento della fotografia. Ricevette una pensione statale dal 1926 mentre la sua salute cominciò a peggiorare a partire dai primi anni Trenta quando divenne cieca da un occhio e a perdere a poco a poco la vista anche dall'altro occhio. Ricoverata in ospedale nel 1941, a seguito dei bombardamenti di Helsinki, venne trasferita in un ospedale psichiatrico a Nikkilä. Questo aspetto fece pensare ad una malattia di carattere neurologico, ma in realtà molti pazienti morirono per denutrizione nel 1942 e tra questi anche Brander, venendo sepolta nel cimitero dell'ospedale. Non si sposò mai.
La prima mostra le fu dedicata nel 1973 dal titolo Signe Brander fotografa di Helsinki presso l'Amos Anderson Art Museum di Helsinki[1].
Galleria d'immagini
[modifica | modifica wikitesto]- Piazza del Mercato, 1907
- Lavandaie a Leppäsuo, 1907
- gita domenicale nel parco, 1907
- il vecchio ponte di legno Pitkäsilta, 1907 (sostituito nel 1912 con uno in pietra)
- Porto Sud, 1912
- pulizia di un lampione a gas, 1912
- Café Ekberg, 1912
- Lapide del banchiere Emil Tollander, 1912
- la sauna Mariankatu con una bagnante, 1913
- Tenuta di Tenhola, ante 1920
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 4 5 (FI) Riitta Konttinen, Brander, Signe, in Henkilöhistoria, 27 ottobre 2022. URL consultato il 15 gennaio 2026.
- ↑ (FI) Sigurd Nordenstreng, Porvarissäädyn historia Suomen valtiopäivillä 1809–1906: Osa V, in Otava, 1921, pp. 38–39.
- 1 2 (FI) Jan Alanco, Riitta Pakarinen (a cura di), Signe Brander – 1869–1942 Helsingin valokuvaaja, in Helsingin kaupunginmuseo, 2004, pp. 9-10.
- ↑ (FI) Riitta Pakarinen, Signe Brander – Helsingin kuvaaja (PDF), in Sofia n. 1-2, 2005, p. 16. URL consultato il 15 gennaio 2026.
- 1 2 (FI) Sandra Lindblom, SIGNE BRANDERIN ENSIMMÄISEN VALOKUVAAMON JÄLJILLÄ, in Helsingin Kaupungin Museo, 12 gennaio 2018. URL consultato il 15 gennaio 2026.
- ↑ (FI) Irma Lounatvuori, Sirkku Dölle (a cura di), Signe Brander Suomen kartanoissa, in Suomalaisen Kirjallisuuden Seura ja Museovirasto, Helsinki, 2008, p. 8.
- ↑ (FI) Irma Lounatvuori, Sirkku Dölle (a cura di), Signe Brander Suomen kartanoissa, in Suomalaisen Kirjallisuuden Seura ja Museovirasto, Helsinki, 2008, p. 9.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Jan Alanco e Riitta Pakarinen (a cura di), Signe Brander – 1869–1942 Helsingin valokuvaaja, Helsinki, Helsingin kaupunginmuseo, 2005, ISBN 978-9524733359.
- Irma Lounatvuori e Sirkku Dölle (a cura di), Signe Brander Suomen kartanoissa, Helsinki, Suomalaisen Kirjallisuuden Seura ja Museovirasto, 2008, ISBN 978-9517469708.
- Jan Alanco, Signe Brander. Panoraamoja – Panoramavyer, Helsinki, Helsingin kaupunginmuseo, 2016, ISBN 978-9523310353.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Opere di Signe Brander, su Open Library, Internet Archive.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 23274651 · ISNI (EN) 0000 0000 7327 6981 · LCCN (EN) nb2007000063 · GND (DE) 13155039X · BNF (FR) cb161656159 (data) |
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