Una Chi
Una Chi, pseudonimo di Bruna Bianchi (Milano, 5 giugno 1942[1] – Cisternino, 19 gennaio 2021[2]), è stata una traduttrice, germanista e scrittrice italiana.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nacque a Milano da Ettore Bianchi, droghiere, e Maria Robecchi, professoressa di lettere classiche al Liceo - Ginnasio Alessandro Manzoni nonché sorella di Brunella Gasperini. Con la madre e la zia trascorreva dei periodi a Valsolda, nel borgo di San Mamete, terra di origine familiare, in una casa con darsena sul lago di Lugano. Studiò Lingue e letterature straniere all'Università Statale di Milano, focalizzandosi sulla Lingua tedesca nonostante fosse ancora malvista a causa degli strascichi dell'invasione nazista durante la Repubblica Sociale Italiana, e nella giovinezza fece da segretaria alla famosa zia, smistando le numerose lettere che le pervenivano.
Fu a lungo ricercatrice di germanistica presso la stessa Università Statale e affermata traduttrice di lingua tedesca, nonché militante di sinistra. Ha tradotto diversi capolavori della letteratura tedesca contemporanea in italiano, tra cui L'unicorno, di Martin Walser (Feltrinelli, 1969), Dal diario di una lumaca, di Günter Grass (Einaudi, 1974), Infelicità senza desideri, di Peter Handke (Garzanti, 1977), Strada sdrucciolevole, di Max von der Grün (Einaudi, 1977) e Barbablù, di Max Frisch (Einaudi, 1984).
A metà degli anni novanta si pose all'attenzione sia della critica che del pubblico con la pubblicazione di romanzi a sfondo erotico firmati Una Chi, decisione spiegata "perché non mi piace il mio nome", che infatti non venne rivelato, e per tutelare i suoi figli. Dopo aver ideato e vagliato tanti possibili pseudonimi, era giunta ad essere indecisa fra due, Nera Neve e Una Chi, preferendo infine quest'ultimo[3][4].
Pubblicò il primo romanzo nel giugno 1994, per la casa editrice ES, E duro campo di battaglia il letto (ovvero un verso di Francesco Petrarca), che si distinse nel panorama della letteratura erotica italiana soprattutto per la prosa dotta ma freddamente analitica e per la crudezza del racconto, vendendo migliaia di copie e suscitando curiosità su chi fosse realmente l'autrice. La sua identità venne svelata a settembre: una donna che l'aveva appresa tramite amici comuni la comunicò con una telefonata al Corriere della Sera; a seguito di questo fatto, il quotidiano milanese imbastì in merito una piccola inchiesta, affidandola alla giornalista Marisa Fumagalli. Raggiunta al telefono, Bruna Bianchi inizialmente negò, per poi a marzo 1995 uscire allo scoperto, anche per poter presentare di persona i suoi lavori. Fece un'ospitata al talk show televisivo al femminile Harem, condotto da Catherine Spaak[5][3][6].
Sulla scia del successo seguirono altri tre romanzi: Il sesso degli angeli (1995), Ti vedo meglio al buio (1997) e L'ultimo desiderio (2000). Tornò alla traduzione con Il tamburo di latta, di Günter Grass (Feltrinelli), una nuova versione uscita nel 2009 in occasione del cinquantenario della prima pubblicazione.
Trasferitasi in Puglia, a Cisternino, dove possedeva vari cani e due cavalli, è scomparsa nel 2021 in seguito a un ictus. Seguendo la sua volontà, le ceneri sono state sparse nel Mare Adriatico a Ostuni, al largo di Costa Merlata[7].
Opere
[modifica | modifica wikitesto]- Bianchi Bruna, Dalla prescrizione alla descrizione? Vent'anni di teoria della traduzione letteraria nell'area di lingua tedesca, in Sulla traduzione letteraria - Contributi alla storia della ricezione e traduzione in lingua tedesca di opere letterarie italiane, a cura di Maria Grazia Saibene, Cisalpino-Goliardica, 1989
- Bianchi Bruna, Annette Droste-Hülshoff: Il testo poetico, Campanotto Germanistica, 1990.
- Chi Una, E duro campo di battaglia il letto, collana: Ars amandi, ES, 1994, ISBN 88-86534-56-6.
- Chi Una, Il sesso degli angeli, collana: Biblioteca dell'eros, ES, 1995, ISBN 88-86534-09-4.
- Chi Una, Ti vedo meglio al buio, collana: Biblioteca dell'eros, ES, 1998, ISBN 88-86534-53-1.
- Chi Una, L'ultimo desiderio, collana: Biblioteca dell'eros, ES, 2000, ISBN 88-87939-00-4.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Bianchi, Bruna, su Katalog der Deutschen Nationalbibliothek. URL consultato il 9 novembre 2021.
- ↑ Bruna Bianchi - Scheda defunto - Corriere della sera, su Katalog der Deutschen Nationalbibliothek. URL consultato il 21 gennaio 2022.
- 1 2 Fumagalli Marisa, La scrittrice anonima erotica " Una Chi " potrebbe essere Bruna Bianchi traduttrice milanese, in Corriere della Sera, 08 settembre 1994, p. 17. URL consultato il 22 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 26 agosto 2009).
- ↑ (EN) Album, su Una Chi. URL consultato il 24 agosto 2025.
- ↑ l'eros al femminile, su espresso.repubblica.it. URL consultato il 22 aprile 2009 (archiviato dall'url originale il 28 dicembre 2008).
- ↑ Fumagalli Marisa, " Io, scrittrice erotica getto via la maschera ", su archiviostorico.corriere.it. URL consultato il 24 agosto 2025 (archiviato dall'url originale il 4 novembre 2015).
- ↑ (EN) jago, Una, chi?, su Una Chi. URL consultato il 19 agosto 2025.
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Bibliografia italiana di Una Chi, su Catalogo Vegetti della letteratura fantastica, Fantascienza.com.
- Il sito ufficiale in memoria di Una Chi, su unachi.it.
- "Rosso Scarlatto" Intervista di Monica Maggi, su rossoscarlatto.com.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 55983843 · ISNI (EN) 0000 0000 3390 0209 · SBN CFIV036412 · LCCN (EN) n91090670 · GND (DE) 113851162 · BNF (FR) cb137622420 (data) · J9U (EN, HE) 987007258656605171 |
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