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Vibia Matidia

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Busto di Vibia Matidia ai Musei capitolini

Vibia Matidia, o Mindia Matidia, conosciuta anche come Matidia minore (85 circa – 165 circa[1]), è stata una donna romana della famiglia imperiale, figlia di Salonina Matidia, a sua volta figlia di Ulpia Marciana, sorella dell'imperatore Traiano, e forse di Lucio Vibio Sabino.[2]

Statua di Matidia minore (Museo archeologico nazionale di Sessa Aurunca presso il castello ducale)

Sua sorella Vibia Sabina sposò l'imperatore Adriano. A differenza delle sue parenti non ottenne il titolo di augusta e non venne divinizzata dopo la morte. Fu detta anche Matidia minore per distinguerla dalla madre.

Si tenne lontana dalla vita politica e non si sposò.[3] Ebbe vaste proprietà nella zona di Minturnae (presso l'odierna Minturno), dove le furono dedicate delle statue onorarie, e di Sessa Aurunca, dove fece costruire una biblioteca e l'acquedotto, finanziando anche la ricostruzione del teatro, nel quale si fece raffigurare al centro della scena in veste di Aura, circondata dagli altri membri della famiglia imperiale.

  1. Anna Maria Reggiani, "Donne al potere nella famiglia Ulpia", nel comunicato stampa della mostra[collegamento interrotto] Vibia Sabina, da Augusta a Diva, Villa Adriana, 2007.
  2. Il padre è da alcuni studiosi indicato invece come il senatore Lucio Mindio, primo marito di Matidia maggiore (e in questo caso il suo nome sarebbe stato Mindia Matidia, come risulterebbe dal nome di un suo liberto): la questione è riassunta in (EN) Emily Ann Hemelrijk, Matrona Docta. Educated Women in the Roman Élite from Cornelia to Julia Domna, Londra - New York, Routledge, 1999, p. 302, nota 100.
  3. Zaccaria Mari, Donne e potere al tempo di Adriano, in Adriano. Le memorie al femminile, Milano, Electa, 2004, pp. 15 e ss., ISBN 88-370-2985-3.
  • Anna Maria Reggiani (a cura di), Adriano. Le memorie al femminile, Milano, Electa, 2004, ISBN 88-370-2985-3.

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